il wpp 2016 farà schifo!

hdtjhdyjtdj(il nero sono io. il rosso sei tu)

ho parlato del wpp già in un articolo precedente, questo: http://fakephotographer.com/il-world-press-photo-e-lagenzia-reuters-fanno-outing/

in questo articolo mi sono limitato a dire soltanto che secondo me si predica bene e si razzola male senza approfondire nel dettaglio, quindi mi rendo conto che un ignorante in fotografia come te non c’avesse capito una mazza… sbaglio? beh, no, in effetti…spiegami tutto…ok!

mi capita di incontrare qui dove mi trovo ora (mentre sto scrivendo questo articolo) un collega. noi poveri fotoreporter sfigati in questo periodo abbiamo sempre l’occhio sul wpp. è questo il periodo in cui ci si iscrive, è il nostro concorso, tutti ci terremmo a partecipare e a vincere. quindi viene fuori il discorso delle nuove regole e si fa un ragionamento su di esso…e io manco ci fosse bisogno di dirlo sono molto critico e acido in merito…. anzi volendo essere più preciso potrei dire che mi rode proprio il culo. ma parteciperai? più tardi ti rispondo….perchè?

perchè non ci siamo proprio!

partiamo da questo link dove wpp indica le regole da seguire per poter presentare i propri lavori: https://submit.worldpressphoto.org/

premesso che secondo me le regole non servono… sono troppe, è classico del mondo occidentale, mettere e fare leggi su leggi semplicemente perchè non si ha la voglia o la capacità di farsi rispettare.

dal mio punto di vista, eccezzion fatta per le regole relative alla presentazione “fisica” dei lavori, non serve altra regole che la suddivisione in categorie, e due o tre linee guida generiche, poi, E’ COL GIUDIZIO DEI GIURATI CHE SI STABILISCE LA REGOLA. basta infatti che un fotografo che presenta per tre anni di fila lavori con molta post produzione, con foto tarocche, palesemente costruite e vedere che a vincere sono sempre quelli che alterano il meno possibile sia la foto che la scena, che centrano perfettamente il tema, e sicuramente anche il fotografo più ciucco e rimbabito dopo un pò la capisce! e se vuole vincere si adegua al giudizio, fotografando meglio e ritoccando meno l’anno successivo.

ma evidentemente sono troppo intelligente per l’intellighenzia del wpp se io ci arrivo e loro no….oppure c’è qualocosa sotto…

ma andiamo al punto, se spulci quella paginetta di wpp e clicchi sui vari link arriverai a tutta una serie di regolamenti per lo più inutili come detto sopra, ma addirittura assurdi. ecco l’elenco di quelle che mi hanno colpito maggiormente.

  • foto ridote da 10 a 8 per ogni progetto singolo.
  • le didascalie devono descrivere dettagliatamente la scena fotografata per ogni singola foto.
  • là dove si è fotografato qualcosa che non è evidente bisogna citarne le fonti(es, sparatoria con dieci morti “secondo la polizia”)
  • tutte le foto devono essere state scattate nel 2015.

foto ridote da 10 a 8 per ogni progetto singolo. se c’è una cosa che distingue i dilettanti dai professionisti è proprio quella di lavorare ad un progetto serio, un reportage sulle piramidi è un progetto serio, una foto fatta alle piramidi (per quanto bella) in vacanza mentre si è a sharm en sheik tra un bagno e una serata in discoteca e la visita guidata di 20 minuti a giza… è una foto da turista.non è un reportage. la grossa difficoltà del reportage è raccontare una storia. i “fotoreporter” raccontano storie. se io dico una parola altissima (purissima e levissima) come “libertà”, o come “amore”…. non ho detto un cazzo! per raccontare qualcosa ho bisogno di tante parole, di esprimere concetti, di fare premesse, approfondire concetti e trarre conclusioni…ma a “squola” ci sono andato solo io?? non te l’hanno insegnato come si svolge un tema? prova a presentare a scuola un tema sulla guerra e scrivendo come svolgimento sotto solo “pace”… un bel 2 stampato in faccia non te lo toglie nessuno!. e perchè in fotografia tu vui raccontare tutto in 2-3 cazzatine? capisco le eventuali esigenze di spazio sui server, ma se io ho bisogno di una pagina in più, per fare il mio racconto tu non puoi castrarmi, perchè magari il mio racconto tratta un argomento più complesso della saga paesana o di due maschi che si ingroppano e fanno “all’incularella” (per citare quello che andava molto di moda l’anno scorso), così caro wpp mi costringi a banalizzare il mio racconto, raccontare in maniera superficiale, utilizzare temi immediati e già conosiuti (tipo l’omossessualità, che di fatto ha sostituito la scoperta dell’acqua calda tra le novità del nostro secolo). se un reportage mi richiede 20 foto, io te ne devo fare 20, altrimenti non ti porto una storia, ma una mezza storia, ora 20 saranno pure tante, 15 di solito storicamente è un numero perfetto, 10 è risichito, ma arrivare a 8 è un casino, certo nell’editoria su molti giornali su 60 foto te ne pubblicano 5-6, anche perchè hanno problemi di spazio e più foto ti pubblicano e più ti devono pagare, poi inoltre sulle testate c’è sempre un testo che aiuta, ma qui le foto sono gratis, anzi paghiamo noi, testi non servono, lo spazio c’è quello di tutto il mondo… ma me la spiegate sta cazzata a che serve? forse per avvantaggiare chi non sa fare i reportage?

le didascalie devono descrivere dettagliatamente la scena fotografata per ogni singola foto. ancora? ma che ne è stato di quella massima che diceva che “le foto sono come le barzellette, se le devi spiegare significa che fanno schifo”… se devo raccontarti che cosa c’è nella foto in maniera dettagliata, o sei cieco, allora il lavoro di giudice di fotografie non è il mestiere a te più adatto, o sono io come fotografo ad aver sbagliato mestiere se fotografo una chiesa e poi ci voglio raccontare dentro che: “quella chiesa rappresenta l’omicidio di un tizio tre anni prima nella via accanto che però è brutta e la chiesa è incvece bella e fa scena”… e allora tu giudice di wpp una foto che non ti dice un cazzo la elimini, non vai a cercare spiegazioni, interpretazioni per dargli un significato che ad occhio nudo non riesci a trovare… se non lo trovi, o non c’è, o la foto fa schifo….ergo la elimini! non è che difronte al capolavoro “nozze di cana” c’è di fianco una didascalia di 6km che spiega chi è cana,chi è nozze chi sono i singoli personaggi ritratti, e cosa fanno ognuno di loro…

te lo metto il quadro così capisci di cosa sto parlando....
te lo metto il quadro così capisci di cosa sto parlando….

il quadro è li, gli occhi ce l’hai, il cervello pure, guarda e non rompere il cazzo. può essere che il buon veronese era un gran pittore per cui gli bastava solo scrivere “nozze di cana”, mentre il fotografo che ti ha propinato la foto della chiesa per descrivere l’omicidio di tre anni prima nel vicolo a fianco è un emerito coglione incompetente che tutto deve fare tranne che il fotoreporter?

là dove si è fotografato qualcosa che non è evidente bisogna citarne le fonti(es, sparatoria con dieci morti “secondo la polizia”).qui si raggiunge l’apoteosi! in pratica qui mi stai dicendo che se ammazzano un tizio dietro di me, e io in quel momento sto facendo la foto ad una bella figa che lecca il gelato, io ti mando quella foto e ti scrivo nella didascalia: “figa che lecca gelato, mentre dietro di me avveniva un omicidio, che non si vede ma mi possano cecamme giurin giurello io l’ho visto e c’ho pure i testimoni!”… ma sarà che ho mancato la foto? cioè tu wpp mi stai dicendo che se sbaglio le foto, ma se so scrivere belle didascalie posso non solo presentarle, ma rischio pure di vincere???

tutte le foto devono essere state scattate nel 2015. e qui il colpo di grazia. chi come me fa questo mestiere sa quanto ci voglia per preparare e svolgere un reportage su un determinato evento o progetto in genere… c’è gente (io uno di questi) che sta lavorando allo stesso progetto da anni e non ne vede ancora la fine, questa restrizione non la capisco proprio. faccio un esempio, ipotizziamo che io voglia fare un reportage su un pugile (rocky balboa) che prepara l’incontro per il titolo… hai visto il film? sostanzialemnte è un reportage… immagina quel film se fosse ridotto al solo incontro finale…sarebbe stato bello e avvincente come lo è adesso? no credo di no... cosa sarebbe stato quel film senza raccontare prima la storia di rocky, raccontare la sua vita prima dell’opportunità del titolo, senza la storia con adriana (questo nome va urlato con il muso storto e gli occhi chiusi) senza inserirlo nel contesto di philadelphia, degli italo americani, senza le difficoltà nel rapporto con mikey, e tanti altri tasselli che hanno fatto si che quel film diventasse il più grande film della storia dei film e della storia del cinema dei cinema… ma dai cosa dici? rocky è un filmettodillo di nuovo e ti banno! e poi vengo a casa tua e ti uccido! rocky non si discute!…
lo sai quanto dura la preparazione ad un incontro di pugilato di un certo livello? ci vogliono parecchi mesi solo se vuoi raccontare l’evento sportivo, se vuoi poi entrare anche nel privato dei contendenti e raccontare anche quello che ruota attorno è un casino, è un lavoro immane, lunghissimo, e se la preparazione incomincia a novembre e il macth è a marzo? non posso fare il reportage? oppure devo eliminare metà della mia storia perchè è del 2014? pensa ai mondiali di calcio o alle olimpiadi che si svolgono ogni 4 anni… sono escluso perchè voglio fare un lavoro approfondito e professionale? devo fare per forza un reportage superficiale e banale come tutti raccontanto quel mese e basta? il palio di siena è un evento di un giorno? quindi io professionista posso fare la stessa cosa che fanno tanti turisti, mi prendo un biglietto, vado li quel giorno, macchina al collo e fotografo alla cazzo sperando che qualcuno mi muoia davanti? lasciamo lo sport, pensiamo alla storia di un ipotetico tizio che lotta contro una malattia per 10 anni e riesce a superarla oppure muore dopo una storia avvincente e piena di colpi di scena… una storia così non potrei mai presentarla… oppure dovrei fotografare i suoi ultimi attimi di vita o di resurrezione e raccontare il resto nelle didascalie? e la guerra? devo banalizzarla in un evento di un giorno? non trattare le cause che hannno portato alla guerra o le conseguenze sulle popolazioni? o magari qualcuno dei giudici del wpp pensa che queste cose nascano, crescano e muoiano tutte in un giorno o al massimo in un mesetto? ma fatemi il piacere questa è una cazzata assurda, qui il lavoro approfondito è assolutamente vietato.qui l’ignoranza galoppa selvaggia, qui non si conosce o si fa finta di non conoscere cosa c’è dietro al lavoro del fotografo e quanto tempo richiede costruire un reportage “decente”.

ma quindi parteciperai al wpp 2016?

no! manco per il cazzo! non parteciperò, perchè il wpp ha ufficialmnete stabilito con le sue regole che penalizza i lavori professionali, e incentiva i bimbiminkia della fotografia…

io sono un professionista, e partecipo solo ai concorsi che premiano e sono esclusivi dei professionisti…non partecipo mai ai concorsi di proloco e associazioni locali varie, non per snobbismo ma per etica e rispetto dei tanti fotoamatori che hanno in quei concorsi un giusto spazio per emergere, mettersi alla prova e imparare tra loro pari.

purtroppo si sta cercando di sostituire i professionisti coi dilettanti e il motivo è che i dilettanti costano meno, e se la qualità delle foto scende vertiginosamente poco importa, tanto siamo tutti coglioni, nessuno che si permette di contraddire queste mega istituzioni che hanno acquisito negli anni il dono dell’intoccabilità.

faccio ufficialmente richiesta al wwf di inserire i fotoreporter professionisti nelle specie in via di estinsione.. ci stanno uccidendo tutti, e chi ci uccide sono i nostri genitori… grazie wpp…dopo il nat geo un altro caposaldo della fotografia ha scelto il business e il bimbominkismo alla qualità e alla professionalità, il nat geo, sta già morendo da anni… wpp, verrò anche al tuo funerale!