9. lo zen e l’arte di diventare fotografo. (Corso pratico di fotografia dalla A alla Z)

zen e fotografia(il rosso sei tu. il nero sono io)

riassunto dei capitoli precedenti:
cap.1

  • hai risparmiato un sacco di soldi che altrimenti avresti buttato in reflex giocattolo che non servono a nulla.
  • ti sei tolto dalla testa tanti preconcetti inutili e leggende metropolitane sulla moda delle reflex
  • se vuoi fare belle fotografie devi imparare a farle e non sperare che esista una fotocamera che lo faccia al posto tuo.
  • hai scoperto che ci sono tante fotocamere diverse e che permettono usi diversi.
  • hai scoperto che le ottiche sono più importanti dei corpi macchina.
  • devi imparare a fotografare prima di spendere soldi in macchine fotografiche.
  • hai (nel migliore dei casi) comprato una macchinetta a rullino per 4 soldi.

cap.2

  • hai imparato a misurare la luce.
  • hai capito che la tecnologia non ti sostituisce, ma in alcuni casi ti aiuta, in altri ti complica la vita, in altri rompe le palle e basta.

cap.3

  • hai imparato che cos’è l’esposimetro, come funziona e come si usa.

cap.4

  • hai imparato come tenere in mano una fotocamera e come agire sui comandi.

cap.5

  • hai imparato come mettere a fuoco, sia in manuale che in automatico.
  • hai imprato cos’è la profondità di campo

cap.6

  • hai un metodo su cui basare gli esercizi, migliorarti e seguire i tuoi progressi, che ti aiuterà e seguirà per tutta la tua vita (hai capito bene tutta la vita)

cap.7

  • hai imparato a comporre le foto e come posizionare i soggetti in base all’ambiente e ai tuoi obbiettivi
  • hai (SPERO) verificato di aver appreso tutto attraverso il metodo mcguiver del capitolo 6.

cap.8

  • ti ho fatto un cazziatone per definire come seguire questo corso senza perdere tempo, e farlo perdere a me.

se, come non credo, sei al punto che ogni foto che scatti con la tua reflex analogica viene come avevi previsto, azzeccando composizione, messa a fuoco, esposizione ecc. ti troverai difronte a tante foto tutte tecnicamente ineccepibili ma di fatto poco interessanti. manca qualcosa. cosa? lo zen!

lo zen è una cosa strana. per lavoro ho approfondito molto questo argomento. ho letto molto, sono stato in tutti i paesi asiatici la cui cultura è intrisa di questa disciplina, ho incontrato esponenti di spicco di quest’arte e (anche se me ne vergogno un pò) in piena crisi mistica mi avvicinai molto allo zen e al buddismo…convinto di raggiungere l’illuminazione.

mi ritrovai un giorno di primavera, dopo aver pranzato a sedere sotto un ciliegio in fiore a contemplare il paesaggio, mi trovavo sulle sponde del lago kawaguchi-ko, un lago che guardando  la sua acqua limpida riflette interamente la parete nord del monte fuji… una visione incredibile e meravigliosa…e mentre contemplavo questa meraviglia e cercavo attraverso lo zen, la meditazione e il buddismo di errare nel tempo e nello spirito…mentre tutto attorno il vento sussurrava ai rami, attorno a me il cinguettìo degli uccelli raggiungeva le mie orecchie sotto forma di una musica celestiale, sentivo il mio “io” uscire dal mio corpo e diffondersi tutto attorno a me diventando un tutt’uno con la natura… riuscivo a sentire la terra che mi parlava, il vento, il cielo, l’acqua… tutto mi parlava, tutto era connesso con me… e raggiunsi l’illuminazione… vidi chiaramente quello che prima non vedevo… dall’acqua una figura di un uomo saggio venne fuori, che si avvicinava e mi parlava… era troppo lontano, non riuscivo a distinguere le sue parole, ma la cosa che mi impressionò era che a differenza di me che vivevo nell’incertezza, lui era terribilmente sicuro di se, e mi parlava con estrema forza e consapevolezza… l’uomo si faceva sempre più vicino e man mano che si avvicinava cominciavo a distinguere le sue parole e riconoscere il suo volto… quell’uomo ero io! e non dimenticherò mai quello che mi disse: “SO TUTTE MINCHIATE! SMETTILA DI L’ FARE HARE KRISHNA E PENSA A SCOPARE CHE SON DUE MESI CHE MANCO TI MASTURBI”.

aveva ragione! non solo perchè ero una bomba di testosterone pronta ad esplodere, ma soprattutto perchè lo zen è davvero una cacata… infatti non so perchè il mio spirito critico e il mio cinismo fossero andati in vacanza e non appena la visione di me stesso me li fece tornare fu tutto più chiaro. se ci fai caso tutta la letteratura zen è piena di contorsioni mentali che si concludono tutte in un: “il giusto sta nel mezzo”…oppure “non pensarci troppo”“lascia scorrere”… cioè in pratica ti arrovelli il cervello per pensare alle cose per capire alla fine che non ci dovevi pensare…

oltre all’assurdità della cosa, credo che anche questi gran maestri di sto cazzo ci capiscano poco, e siano tutti degli impostori…. infatti se fai una domanda ad uno di loro la loro risposta sarà sicuramente una tra: “ascolta il tuo io”“la risposta è dentro di te”“saggio è colui che ha per amico il silenzio.”… della serie “stiamo zitti che è meglio altrimenti diciamo solo cazzate e poi con tutta sta gente proprio a me vieni a fare domande di cui non conosco la risposta? in pratica i monaci zen sono gli antesignani del conte mascetti e della sua supercazzola manco fossero antani…

tra i tanti libri che ti invito a non comprare ci sono la fortunata serie: “lo zen e l’arte di…..” poi ci puoi mettere di tutto, si è iniziato con il tiro con l’arco, poi come aggiustare la motocicletta, e vuoi vedere che con tutta sta gente che gioca a tennis non ci sono i polli che comprano pure quello che impara a giocare a tennis? (uno sono io, ma prima dell’illuminazione) tutti con il medesimo finale… non pensarci troppo! e ora ci mettiamo anche :“lo zen e l’arte di diventare fotografo”….

e tutto una cazzata? non si salva niente? e qui che ho avuto i dilemmi maggiori… sono troppo orgoglioso per ammettere di aver perso il mio tempo e di essere cascato in questa truffa… per cui la cosa che salvo dello zen è la VIA! cos’è la via? stavo per scrivere “non mi chiedere cos’è la via”… non lo so, ma loro la nominano sempre. segui la tua via, indica la via, cerca la tua via, in che via abita quella tipa… insomma sono proprio in fissa con questa via. direi ha a che fare con la strada, intesa come la propria strada, quella dove abitiamo? si dove abita tua nonna! la strada da percorrere, il proprio destino. ahhh adesso ho capito…

e questa è una cosa che ci riporta al nostro corso… infatti è arrivato il momento di inserire nelle nostre foto elementi personali, le nostre foto DEVONO assomigliare a noi stessi… il giochetto di copiare mccurry va bene fino ad un certo punto, già le sue foto mi fanno cacare, ma se vai in india non devi per forza ritornare con le repliche sfigate del suo sopravvalutatissimo portfolio. devi trovare la tua visione, il tuo stile.

come si fa? devi guardare dentro te stesso! parlo proprio come loro… la macchinetta fotografica è un oggetto inanimato, se ci limitiamo a riprodurre quello che vediamo le nostre foto saranno spente, tristi,insignificanti e senza quel qualcosa in più che ci fa dire: “questa foto mi trasmette…..”. e dentro di me c’è la risposta? lo spero…ma non è detto. partiamo subito col dire che non te l’ha ordinato il medico di fare il fotografo, e che molta gente si crede artista ma ha il talento e la vena artistica di una mosca schiacciata mentre ronzava sulla merda…che probabilmente ha livelli di arte nettamente superiori non per altro per la nobiltà della merda.

dentro di se ci può essere di tutto, come anche niente, ma di sicuro se riproduci le foto viste e riviste in giro impressionerai la tua fidanzata che (per stare con te) è una capra ignorante peggio di te, ma se ti confronti con chi ha un minimo di conoscenza di arte e fotografia scoprirai di essere banale e artisticamente inutile.

è importante quando fotografi mettere nelle tue foto te stesso. devo farmi un selfie? no devi spararti! e se sopravvivi… devi attuare un processo, percorso, via, che ti porta ad adattare la fotografia che pratichi a te stesso, al tuo carattere, alle tue attitudini, alle tue passioni, alla tua vita e alle tue conoscenze, e non replicare il lavoro fatto (meglio) da un altro. una foto storta, tecnicamente imperfetta, ma che è frutto di un progetto personale e studiato è sinceramente meglio di una foto perfetta frutto del principio: “ho visto una foto così…vediamo se la faccio uguale”… certo può andare come esercizio tecnico per imparare un pò di tecnica, ma non azzardarti a metterla nel tuo portfolio.

una frase molto (forse troppo) sentita è: “fotografa il tuo mondo, quello vicino a te”, che molti fraintendono con: “fotografa al massimo entro 100km da casa tua”… è una cazzata, perchè se vivi come me in un posto sperduto nel nulla e in cui non succede mai un cazzo ti tocca solo suicidarti e fotografare il tuo suicidio (per altro cosa difficilissima) magari ci provo…

non devi intendere il mondo vicino a te come un diametro geografico ma come le cose che ami, che ti interessano, che conosci e che sono compatibili col tuo carattere.

ti faccio qualche esempio che ho fatto anche in precedenza.

sei un maschietto… sei giovane… appassionato di fotografia… sei arrapato… FOTOGRAFIA DI MODA! fotografi modelle, ci provi con loro, magari ci riesci, vivi la vita che tutti sognano, viaggi, lusso, figa… poi ti svegli e ti accorgi che sei in bagno tutto sudato e che la tua vita è un fallimento totale… dove hai sbagliato? dove? non hai guardato dentro te stesso e non conosci il mondo che vuoi fotografare.(lo vedi che lo zen è la risposta?)

a differenza dei saggi dello zen io però ti darò una risposta più pratica. nello specifico l’errore è stato che la fotografia di moda non significa “modelle”… nella moda le modelle sono solo uno strumento (fai pure il femminista sai quanto me ne frega), la moda è: vestiti e accessori!

la fotografia è un lavoro oltre che un hobby, e i settori della fotografia si sono formati in base alle esigenze lavorative, dell’informazione, delle aziende, dell’offrire servizi ecc.

nello specifico nel settore della moda chi regge in piedi tutto e quindi direttamente o indirettamente paga i fotografi sono le aziende che producono abbigliamento e accessori, e che usano la fotografia per pubblicizzare i propri prodotti… quindi avoglia di prendere una modella e sistemarla a 90 gradi e titolare la foto: “la posizione perfetta!”.

questa non è una foto di moda, l'ho trovata su google digitando "modella hot pecora 90 gradi"
questa non è una foto di moda, l’ho trovata su google digitando “modella hot pecora 90 gradi”

puoi fare anche la foto più bella e arrapante del mondo ma chi se la compra? nessuno! ora, anche se non fotografi per lavoro e lo fai per hobby devi sempre tenere in considerazione il fattore coerenza, e cioè, così come nel lavoro devi realizzare una foto che interessi a tal punto da convincere la gente a pagarla, anche per hobby devi cercare di fare una foto coerente e che se la fai vedere ad un appassionato di moda la debba apprezzare… la foto della modella a 90 gradi avrà successo su FB o su youporn, ma davvero è quello il tuo target? beh! se mi danno i like… sei patetico!

rimaniamo all’esempio della moda, per fare fotografia di moda devi essere competente e appassionato di moda, (sarà un caso che i più quotati e famosi fotografi di moda o sono donne o sono gay?)infatti devi essere molto esperto di scarpe, vestiti, borsette… nelle tue foto le modelle servono solo a giustificare e valorizzare la presenza di tali oggetti che devono essere pubblicizzati, purtroppo per te e per me siamo cresciuti nell’era sbagliata, per cui un bel catalogo di donne da vendere come schiave non si può fare! certo ci sono i calendari sexy che molti definiscono come “foto artistiche”, se però nell’arco di due annetti il mercato di tale forma d’arte è praticamente sparito un motivo ci sarà…
devi essere una persona molto empatica e accomodante almeno coi modelli, io ad esempio col mio caratteraccio farei solo foto di modelli spaventati e con le lacrime agli occhi… devi essere anche un pò psicologo nei loro confronti per tirare da loro il meglio, lavorerai con un team di lavoro ognuno dei quali ha un compito che dovrai essere tu a coordinare e controllare, io lavoro da solo per non ammazzare nessuno…
devi essere metodico, lavorare in studio prevede delle competenze e delle metodologie che a me innervosiscono molto, studiare le luci per me è una rottura di coglioni pazzesca, qui si fanno delle prove e ci si allena “a vuoto” per poter ottimizzare al massimo i tempi quando si fa il lavoro vero e proprio visto che le decine di persone che fanno parte dello shouting sono tutte a pagamento e molte volte o paga qualcun altro che se gli fai spendere troppo non ti chiama più, o magari col cliente hai accordi diversi per cui nel tuo budget è incluso il costo della manodopera e più spendi e meno ti metti in tasca… poi il mondo della moda è un mondo molto superficiale, pieno di ragazzine sclerate e modelle con le mestruazioni perenni che piangono e si lamentano per ogni cosa… io avevo una fidanzata e l’ho uccisa perchè si lamentava che non gli avevo risposto al telefono per tutta la mattinata… insomma, a me la figa probabilmente piace più che a te, ma non è un elemento necessario a farmi diventare un fotografo di moda, bisogna essere obbiettivi, molto critici su se stessi analizzare bene le proprie caratteristiche e cercare il settore più idoneo a se stessi.

questa è una foto di moda trovata su google digitando "campagna chanel" ...la figa c'è... ma è un accessorio della foto... qui la protagonista è la marca!
questa è una foto di moda trovata su google digitando “campagna chanel”…la figa c’è… ma è un accessorio della foto… qui la protagonista è la marca!

quindi il primo punto da cui partire sono i propri interessi.

se hai un hobby che sia una forma d’arte, uno sport, è da li che devi partire. facciamo un esempio partendo come sempre da una mia esperienza personale(lo so che è strano che uno che vuole restare anonimo racconti sempre i cazzi suoi… ma sono fatto così). decido di fare un reportage su un giocatore di rugby per motivi che non scrivo per non farmi sgamare. quindi dopo aver preso contatti e chiesto tutte le autorizzazioni e accrediti vado al campo e comincio a fare amicizia. seguo gli allenamenti(senza macchina al collo) prendo appunti, pianifico tutte le foto che voglio realizzare, gironzolo per il campo, gli spogliatoi ecc, E SICCOME CONOSCO MOLTO BENE questo sport, so che negli spogliatoi difficilmente avrei potuto fare le foto come avrei voluto e soprattutto nei momenti caldi (durante la partita, o un bel cazziatone del capitano o dell’allenatore), sarebbe stato difficile farmi accettare da loro, avrei dato fastidio, distratto, insomma alle foto negli spogliatoi avrei dovuto rinunciare, però c’era una possibilità… stare con loro tanto tempo fin quando per loro sarei diventato invisibile. comincio a fotografarli alla cazzo, anche foto di cui non avevo nessun bisogno, solo per prendere confidenza e farli abituare alla mia presenza, lo faccio per diversi giorni, alternando 10 minuti di foto con un ora di gioco con loro (si mi sono portato la borsa e il cambio e ho giocato con loro…io so fare tutto!) facevo la doccia con loro, dopo una settimana così ero uno di loro, non ero più un estraneo, nessuno faceva caso a me negli spogliatoi…
nel mentre io facevo questo (si era sparsa la voce) un giovane fotografo chiede anche lui di poter fotografare la stessa squadra.
parliamo un pò e mi dice che voleva fare il fotografo sportivo, era infatti attrezzato con le classiche canon con teleobiettivi bianchi enormi e fluorescenti. noto subito 3 cose:

  1. era un pesce fuor d’acqua
  2. non sapeva un cazzo di rugby.
  3. si era presentato giusto giusto il giorno della partita (io ero un coglione che ero li da 15 gg)

era spacciato!

durante le partite ha preso più cazziatoni lui che l’ala di casa che aveva le mani di burro e non ne ha presa una per tutta la partita costando la sconfitta alla sua squadra. stava sempre nel posto sbagliato (il fotografo…. ma anche l’ala), si è perso tutti i momenti migliori della partita, nello spogliatoio non l’hanno fatto nemmeno avvicinare, alle panchine idem… vabbè ma se sapeva fotografare avrà fatto anche belle foto… la minchia! premesso che già presentandosi da fotografo sportivo sicuramente doveva fare foto molto diverse dalla mie… ma le sue foto facevano pena sia come reportage, sia come fotografia sportiva. una serie di foto A CASO senza ne capo ne coda, vabbè che rispetto a me non doveva tirare fuori una storia, non doveva fare foto “artistiche”, ma davvero le sue foto erano solo foto a caso, non è riuscito nemmeno a scattare UNA FOTO con un giocatore dove si leggeva bene lo sponsor sulla maglietta. cosa? lo sponsor? …e si perchè ritornando all’elenco di prima i suoi due errori di base erano 2.

  1. non aveva minimamente idea di cosa significa fare il fotografo sportivo. per fare ciò devi sapere a chi vendere e sapere cosa gli interessa,(come per la moda) gli sponsor pagano per mettere il nome delle loro aziende sulle magliette, certo per gli spettatori che vanno allo stadio, ma se una foto con lo sponsor è bella te la possono chiedere, se finisce su un giornale è più contento lui, quindi la società, quindi iL fotografo viene apprezzato. non c’era una foto che “fotografasse” l’esito della partita. penso ad un giornale che titola: “l’ala era una pippa è hanno perso per colpa sua”… una foto di un suo liscio, di una sua gaffe, di un suo primo piano con una smorfia di sofferenza. non c’era un gesto tecnico significativo, tante foto tutte uguali di tante persone dove non si capiva una mazza, anche io che sono esperto dello sport avevo difficoltà a capire se tali foto si riferissero ad una fase di attacco di difesa, niente! non c’era un cartellone pubblicitario (nelle foto, allo stadio era pieno). non si vedeva lo stadio, quanto pubblico ci fosse.
  2. non conosceva minimamente il rugby e le sue regole. a parte il fastidio che ha dato, chiedeva a me il risultato, chi stava vincendo… “e ora che succede?” me lo avrà chiesto diecimila volte.. persino io che non avevo interesse a fotografare certi gesti classici “le mischie ordinate o le touche” mi sono dilettato a fatografarle, e lui non sapendo cosa stava per accadere non riusciva mai a posizionarsi bene e in tempo, io sapevo che il 99% delle volte la palla esce da una parte piuttosto che dall’altra e stavo sempre pronto a fotografarla, lui niente! sempre nel posto sbagliato, addirittura nemmeno a capire che se il 10 va per trasformare ti metti dietro a lui in direzione della porta e “fotografi un cazzo di gol”… lui di rugby non sapeva niente, per lui bastava imparare come funziona la fotocamera, accattarsi un bel 100-400 e “ci pensa canon”… il problema è che  una volta che te la sei accattata la canon, sai quanto gliene fotte a canon se fai foto di merda…
esempio di foto sportiva eloquente e che non richiede spiegazioni neanche a chi non distingue il rugby dal "futbol americano". ho digitato "rugby" su google.
esempio di foto sportiva eloquente e che non richiede spiegazioni neanche a chi non distingue il rugby dal “futbol americano”. ho digitato “rugby” su google.
cercavo su google una foto fatta male e l'ho trovata digitando "rugby partitella" puntando sul "dilettantismo" suggerito dal termine "partitella" e ho trovato anche il fotografo dilettante... se è un professionista invece...SIAMO MESSI DAVVERO MALE!
cercavo su google una foto fatta male e l’ho trovata digitando “rugby partitella” puntando sul “dilettantismo” suggerito dal termine “partitella” e ho trovato anche il fotografo dilettante… se è un professionista invece…SIAMO MESSI DAVVERO MALE!

come dico sempre è il fotografo che fa le foto, e se non hai le idee chiare tu, non c’è macchina che te le schiarisce… e nelle foto si vede.
quindi se sei un appassionato di rugby, o giochi o hai giocato a rugby è molto più probabile che tu riesca a fare foto migliori in una partita di rugby rispetto ad uno che lo vede la prima volta e che è interessato al balletto… viceversa lui sarà avvantaggiato al balletto rispetto a te. in quell’esperienza seppur io ero andato a fare un reportage su una sola persona, sono riuscito a fare foto “sportive” migliori del fotografo sportivo, e non perchè sapessi usare meglio di lui la fotocamera (anche se era così) e nemmeno perchè la mia fotocamera era migliore della sua (all’epoca canon scattava senza rumore fino a 3200 iso…il mio limite era 400iso) e poi avevo solo ottiche fisse e corte… la differenza (oltre che i miei super poteri) la fece il fatto che io sapevo benissimo cosa mi stava accadendo intorno, sapevo benissimo cosa avrei fatto dopo delle mie foto, sapevo già a chi darle, e cosa voleva vedere nelle mie foto… come ho scritto molte volte su questo blog una bella foto non si fa solo con la macchinetta e dietro ad ogni foto c’è un grande lavoro che molte volte richiede settimane di preparazione senza nemmeno toccarla la fotocamera e poi lo scatto dura qualche secondo. si chiama professionismo! si chiama essere fotografi! lui no. lui era un DILETTANTE ALLO SBARAGLIO.
quindi se hai un hobby o un interesse coltivalo e inizia da li a fotografare, è quello il mondo vicino a te della frase da bacio perugina… se lavori in un settore particolare e hai delle competenze abbinale alla fotografia, le tue foto avranno un senso e interesseranno a qualcuno. e paragonato a un fotografo che fotograferà la stessa cosa senza saperne niente riuscirai ad ottenere risultati migliori per de motivi:

  1. conosci meglio un argomento e potrai offrire un punto di vista più interessante. come un tema a scuola su dante, se hai studiato dante farai un bel tema, altrimenti ti becchi un bel 2!
  2. sarai preparato e pronto su ogni singolo scatto che potrai anche progettare a tavolino senza dover improvvisare nulla, non sprecando energie inutili per cercare di immaginare cosa accadrà da li a breve, lo sai già, la concentrazione massima è tutta incentrata sull’ottenere ottimi scatti.

dunque, la prima cosa da fare è guardarti intorno per scoprire il mondo intorno a te, la seconda è guardarti dentro…

ricordo quando uno dei miei allievi mi disse che voleva fare il fotografo naturalista, perchè amava gli animali… gli dissi: “anche le zanzare?” lui scettico: “no mi piacciono animali grandi come i leoni le tigri”… io: “e i gorilla?” lui: “si! i gorilla si!” gli feci vedere un video di un fotografo del national geografic che in una giungla stava fotografando dei gorilla. il bello di questi servizi è che si vedono i gorilla, ma non i fotografi, in quel video invece si vedeva il fotografo e il suo assistente… il fotografo e il suo assistente erano imboscati per seguire i gorilla nella giungla (lo sai che non sono sicuro che fosse un gorilla…boh… il video era vecchio) e accucciati dietro certi alberi erano praticamente devastati da insetti di tutti i tipi che mordevano e pungevano anche sopra i vestiti, nel video uno dei due oltre a sputarli dalla bocca si tira giù le braghe e si vedono le chiappe a pois nonostante indossasse mutante pantaloni e altro, per non parlare del caldo e dell’umidità… questa è la dimostrazione che una cosa è idealizzare un mestiere, un altra è farlo. se odi come me gli insetti fare il fotografo naturalista è la cosa da evitare assolutamente.

torniamo a me…

io ho iniziato con le cerimonie, è stata una grande palestra ma ho dovuto abbandonare quando ho preso coscienza che facevo davvero grossa fatica a mettere in posa le persone (è una cosa che odio) avere a che fare con mamme sotto ciclo mestruale e stress pre e post matrimonio della figlia isterica mi creava scompensi, dover rinunciare al mio modo di fotografare per accontentare il soggetto (che era anche il committente) altra cosa che non mi andava… fare ogni volta le stesse foto… poi io che soffro di ansia, pensare di non poter sbagliare le foto(all’epoca era tutto manuale) rullini da 12 pose e foto in cui non si poteva fermare la cerimonia per dire: “un attimo! devo cambiare il rullino” quando il contapose era a 10 e si arrivava ad un momento decisivo per me era un dramma… insomma troppa pressione per il mio carattere… riuscivo a fare belle foto, ma mi costavano troppo a livello di stress, e mi divertivano troppo poco per giustificare la fatica e i guadagni che non erano male, ma all’epoca facendo il fotoreporter erano molti di più…(almeno io che non sono una pippa).

mi sono guardato dentro, e ho capito che si amavo la fotografia e fotografare, ma dovevo cercare all’interno della fotografia un genere che si addicesse alle mia caratteristiche caratteriali, che mi facesse alzare la mattina con la voglia di fotografare di prendere in mano la fotocamera e sopportare i tanti e i troppi disagi che il mio lavoro mi pone davanti tutti i giorni.

io sono un curioso. polemico, rivoluzionario, passo le mie giornate ad informarmi su quello che accade nel mondo, sono molto attento all’ecologia, alla politica, agli aspetti sociali, amo viaggiare, l’avventura, sono socievole (lo so non si direbbe) ho grande spirito di adattamento… potevo fare altro che il fotoreporter? no! …e infatti quello faccio.

e quindi io col mio carattere cosa potrei fotografare? col tuo carattere tutto purchè monti fisso sul tuo obbiettivo il tappo, vedere il tuo mondo non mi interessa proprio! la questione è ovviamente soggettiva, ma non va presa a tavolino.

la cosa migliore è provare!

ti piacciono i paesaggi? comincia a camminare vai in giro per il mondo a fotografarli e studiare la tecnica migliore e i trucchi per fare dei grandi paesaggi… ovviamente se dopo i primi 3245 km a piedi ti accorgi che sei un pigro e che anche per fare 50 metri prendi l’auto… lascia perdere… anche se vuoi farci soldi, il paesaggio è il primo genere fotografico professionale che è morto per mancanza di domanda…

non puoi sapere a priori quale genere fa per te se non lo provi prima, e non ti confronti con lui, l’importante è che lo fai con passione, dove la passione sia come detto prima sia per la fotografia ma anche per il genere/soggetto che stai fotografando, e devi essere consapevole che gli imprevisti, problemi e difficoltà che ti si presenteranno non minino la tua passione e non ti facciano passare la voglia.

valuta bene se sei timido, pigro, scontroso ecc… sono tanti gli aspetti del carattere che rendono certi generi incompatibili con certi fotografi.
e come per le competenze(più sai e meglio fotografi) più sei spiritualmente e caratterialmente predisposto ad un determinato lavoro e meglio fotografi. immagina di fare un matrimonio sbuffando e bestemmiando tutto il tempo… immagina di bestemmiare la madonna nel bel mezzo della cerimonia… immagina di fotografare una sposa nervosissima e tu gli urli contro perchè la vorresti serena e sorridente… ma io non son così! almeno in questo vado bene.. MALE! IO SONO COSI’! questa era l’unica tua speranza di avere una cosa in comune con un grande fotografo…

il punto due infatti è: trovare il giusto compromesso tra il genere di fotografia che vuoi fare e la compatibilità col tuo carattere e le tue attitudini. 

ma in questa fase c’è un errore che non devi mai commettere… NON FOCALIZZARE. cioè, va bene provare e sperimentare, ma non alla cazzo di cane, cerca di focalizzare ogni genere e concentrati su uno solo per volta. mi spiego meglio… sei indeciso tra il paesaggio, le cerimonie, la moda e lo sport, inizi così oggi a fare foto di sport, domani cerimonie, dopodomani fai il fenomeno e mentre fai paesaggio (visto che sei per boschi) ti lanci anche nella caccia fotografica, macrofotografia, cerchi funghi e qualche autoritratto non ce lo metti?  e un pò di street photography non la facciamo mentre torniamo a casa? questa è una cosa da evitare! questa è improvvisazione, non c’è metodo e non c’è studio dietro questo modo di fare, non approfondendo nulla non riesci a migliorare nessun aspetto e soprattutto qualora ci sia un miglioramento per opera divina, non approfondendolo, non appuntarti quel progresso non averci dedicato il giusto tempo e la giusta riflessione lo renderai vano, e probabilmente il giorno dopo sarai di nuovo punto e a capo, avrai dimenticato tutto e persa una giornata di tempo e un occasione per migliorarti sfruttata male. punti al paesaggio? altro esempio, le lingue, immagina di conoscere appena solo l’italiano, decidi di botto di imparare il francese, l’inglese, lo spagnolo, il tedesco, l’arabo e il cinese. se cominci a studiare confusamente e contemporaneamente tutte le lingue non ti rimarrà niente nemmeno dopo 10 anni di studi intensi, ma se ti dedichi ad una sola lingua alla volta ad esempio per un anno, sicuramente alla fine di ogni anno avrai imparato molto di una sola lingua. infatti il maestro zen dice: “il cacciatore che mira a due conigli li perderà entrambi” (non sono sicurissimo che sia un detto zen). tornando alla fotografia: leggi sul genere, informati e conosci gli autori, guarda mostre, libri sul genere, dedicati anima e corpo solo su questo genere, scoppia la guerra dietro casa tua? vedi il papa che fa sesso con obama? fottitene! non ti deve interessare, per te fotograficamente parlando deve esistere solo il paesaggio…analizza bene tutto, i risultati che ottieni, i miglioramenti (se ci sono) rifletti su te stesso e le sensazioni che ti provoca quel genere, solo dopo aver passato un pò di tempo con un solo genere e aver riflettuto su di esso sarai in grado di dire: fa per me! sono portato! mi piace! oppure cambi genere e provo qualcos’altro.

ok, ma se devo provare per scoprire la compatibilità tra il mio carattere e la fotografia a cui ambisco come faccio per generi più complessi del paesaggio?

la tua domanda è pertinente!.. ma mi da fastidio perchè anticipi il terzo punto. infatti il terzo punto è: partire in piccolo!

anche qui bisogna essere un attimo umili e non presuntuosi.. fare paesaggio è logisticamente facile, giri, vai in giro e fotografi. non rompi il cazzo a nessuno, nessuno te lo rompe a te e se le tue foto fanno schifo al cazzo…sti cazzi… (quanti cazzi in questa frase)…

ipotizziamo che tu voglia cimentarti nelle cerimonie. ovviamente la prima cosa da fare e non pensare minimamente di proporti per fare un matrimonio. lascia perdere! ma puoi ad esempio esercitarti coi tuoi amici e i tuoi famigliari nei compleanni o nelle “serate risiko” (esistono ancora?). valuta bene mentre lo fai se sei capace ad interagire con loro, se sei capace di farti ascoltare e tenere sotto controllo la “cerimonia” senza farti odiare da nessuno e monopolizzare la serata rovinandola a tutti perchè sei un cazzo di permaloso di merda che pretendi sorrisi da gente che gli è morta la mamma, o pretendi che il nonno invalido si alzi in piedi, o perchè sbagli la messa a fuoco e vuoi ripetere la stessa foto 10mila volte… cerca di essere obbiettivo su te stesso e su come ti sei approcciato alle persone, a bocce ferme ripensa alla serata e pensa a quali foto hai cannato e perchè e chiediti se non le hai fatte o le hai fatte male perchè magari sei troppo timido per chiederle, oppure sei troppo irruento e spaventi al gente… indipendentemente dalle foto che per cortesia tutti ti diranno che sono belle analizza bene se il tuo carattere non ti è stato di intralcio…in tal caso lascia perdere le cerimonie prima di rovinare il matrimonio a qualcuno e investire denaro inutilmente.

vuoi fare reportage? beh lascia perdere i migranti…1. perchè c’hanno rotto le palle! io li ammazzerei tutti solo per evitare di vedermeli nelle foto che tutti mi propongono come se non esistesse altro da 3-4 anni a questa parte…(ma che cazzo non succede nient’altro in italia?) 2. perchè un reportage professionale è fuori dalla tua portata. anche qui crea delle mini storie anche casalinghe, della serie: “mio nonno fa la spesa”. ti attacchi a tuo nonno(così gli fai anche un pò di compagnia nipote ingrato che lo cerchi solo quando vuoi i regali) e lo segui mentre va a fare la spesa, anche qui valuta come ti trovi ad interagire con la gente, che non è solo tuo nonno… ma anche tutte quelle persone che ti vedono in giro con una fotocamera in mano che fotografi un vecchio e lo segui anche nei negozi, dove la commessa ti può anche vietare di usarla, alcuni penseranno che sei matto, altri invece ti odieranno perchè sono in giro con l’amante e temono che tu li sputtani su facebook. paradossalmente è più facile essere invisibile a kabul dove la gente è abituata a vedere fotoreporter che nei paesini di provincia dove sembri un marziano e sembra che tu vada in giro con un insegna luminosa con sui scritto “GUARDATEMI SONO UN COGLIONE E STO INVADENDO LA VOSTRA PRIVACY”. anche qui a bocce ferme devi valutare bene se hai avuto problemi a rapportarti col nonno, se sei riuscito a tirare fuori il suo io (vedi che ritorna lo zen) se la gente attorno non ti ha condizionato, se tutte le foto che volevi fare le hai fatte fregandotene di quello che la gente pensava di te ecc.

questo però (estendibile a tutti gli altri generi) è solo un primo passo, è ovvio che devi informarti su com’è la vita del fotografo di un determinato genere, chiedere in giro, osservare qualcuno, proporti come assistente di un fotografo affermato, devi fare un passo determinato e consapevole, acquisire informazioni sul mestiere/genere, su te stesso, analizzarli e metterli a confronto in maniera obbiettiva e tirare le somme. non è una cosa matematica. non è una soluzione infallibile, purtroppo tanti fotografi cani e famosi in giro dimostrano che non tutti hanno questo approccio… ma io ti consiglio di farlo.

il quarto punto è estetico: devi allenare il tuo gusto

“nessuno nasce studiato”(diceva il maestro zen), per cui studia. la frase: “tutto può essere arte” è una gran cazzata! se ti ricordi nel capitolo della composizione ti dissi che il gusto è soggettivo e che non c’è un modo preciso di fare le foto. è vero ma a tutto c’è un limite.ora so già a cosa stai pensando…fotosciop! si creo un nuovo effetto personale come dragan.. sei un coglione! fotosciop non c’entra un cazzo! devi pensare a fare foto interessanti e non banali, gli effetti di fotosciop passano di moda come le…come le….come le mode! una foto bella è bella comunque la modifichi al pc, però cerca di studiare un pò d’arte.leggiti qualche cazzo di libro di caravaggio, guarda qualche mostra di qualche fotografo serio (non vivian meier per carità di dio!) e cerca di orientare i tuoi gusti estetici verso uno stile, un metodo compositivo, l’uso dei colori, del BN, ma non cercando di scopiazzare, ma anche qui attraverso lo zen guardati dentro e cerca di analizzare le foto e i quadri degli altri e cerca di capire quale stile di quello che vedi ti piace di più, ma soprattutto ti descrive. se sei un timido ad esempio, una foto stile quelle vaccate di mccurry con colori iper saturi, soggetto schiaffato li stile scimmia allo zoo, riuscirai sicuramente a farla (che cazzo ci vuole a fare foto di quel tipo?anche un idiota ci riuscirebbe, il difficile è farsi pagare per quelle foto)ma sarà cmq una foto che non ti appartiene e che non ti riuscirà bene, e anche se tu pensi che ti sia venuta bene stai sbagliando, perchè un fotografo si valuta sulla base del suo portfolio e non su una singola foto, e io me ne accorgo se un fotografo è bugiardo! se io guardo 20-30 tue foto riesco a capire il tuo carattere e soprattutto se sei “fuori posto” e stai fotografando qualcosa che non ti appartiene o di cui non ne sai un cazzo. quindi è bene guardare gli altri, imitarli per acquisire la tecnica ma poi bisogna lasciarsi andare e attraverso la fotografia fidarsi del proprio gusto e tirare fuori dalle proprie foto il proprio stile, il proprio gusto, le proprie emozioni… e se le foto fanno schifo e non piacciono? cambia mestiere! non è scritto da nessuna parte che devi fare il fotografo, oppure studia e impegnati di più e riprova l’anno prossimo.

NB: anche io da giovane sono stato bastonato spesso, ma attenzione… mai dire: ” a me piacciono così e basta perchè io sono un artista!!” certo se il giudizio viene da un tizio su FB magari non scriverlo, ma puoi pensarlo, meglio ancora se le foto su FB non le posti che tanto non serve ad un cazzo (ci sarà un articolo su questo). ma se chi ti ha criticato è uno esperto o io….orecchie basse e lavorare… come ho fatto io.

LA COSA PIU’ IMPORTANTE IN CUI LO ZEN TI AIUTA IN QUESTA FASE E’: LA SCELTA DELLA TUA ATTREZZATURA FOTOGRAFICA!
così eviti di chiedermi in continuazione via email quale canon è meglio per fotografare i gatti e quale nikon è meglio per fotografarsi il pene per le chat.

andando in giro e FOTOGRAFANDO con la bella reflex analogica e sperimentando tutto quanto ho scritto sopra sarai tu! chi io? si proprio tu! sarai tu a renderti conto di quello che ti serve e che ti manca, quali caratteristiche mancano alla tua fotocamera per cercarne un altra, quali ottiche sono più utili al tuo genere e quali difficoltà hai incontrato col 50ino… è una scelta che si fa sul campo e non sulla carta a tavolino… nel prossimo capitolo approfondiremo il tema.

la via è lunga e tortuosa… piena di curve, bivi e buche… comincia a camminare senza pensare a raggiungere il traguardo ma goditi il tragitto… e dopo questa minchiata ci vediamo al prossimo capitolo.