8. prima di usare la reflex “togli la cera, metti la cera”. (Corso pratico di fotografia dalla A alla Z)

karate kid

 

3 premesse:

  1. questo articolo non era previsto, è un passo indietro rispetto a quanto già detto, passo indietro obbligato visto che ho ricevuto tantissime email, commenti e sollecitazioni che vanno nella direzione opposta del mio corso, e quindi devo rimettervi in riga.
  2. contrariamente a tutti i miei precedenti articoli, in questo non ci sarà l’allievo immaginario a cui mi rivolgo di solito e che insulto con piacere. qui mi rivolgo a voi, lettori di questo (STUPENDO) blog, e gli eventuali insulti sono tutti vostri!
  3. karate kid è una cazzata megagalattica! come può uno sfigato…
    che non ha mai preso lezioni di karate, senza allenamenti e preparazione fisica;
    dopo che solo fino ad una settimana prima le aveva prese di santa ragione da tutti;
    facendo da sguattero ad un immigrato che viveva in un sottoscala;
    vincere il titolo nel torneo più importante e prestigioso della città;
    con movenze e stile imbarazzanti mentre gli altri sembravano TUTTI dei bruce lee acrobatici;
    ZOPPO (azzoppato 5 minuti prima della finale e guarito con la forza della mente);
    con un solo colpo alla fine dopo che per tutto l’incontro le aveva solo prese;
    CON LA MOSSA DELLA GRU (non aggiungo altro);
    e vincere contro una macchina di morte come johnny lawrence, cresciuto a barrette energetiche e arti marziali, addestrato ad uccidere, allenato all’inverosimile, campione indiscusso e leader del mitico dojo kobra kai, il cui sensei john kreese reduce del vietnam invece che pulire macchine e spulciare bonzai inculcava nei suoi allievi una disciplina ferrea e il concetto di “nessuna pietà”?????????????
    un mistero!

certo che ne fanno di cazzate ad hollywood… ma questi film vanno considerati sempre per la morale, sono film per ragazzi e come ogni favola, certe assurdità, paradossi e enfatizzazioni hanno il solo fine di trasmettere il messaggio finale… avete mai sentito una volpe lamentarsi della qualità dell’uva? io mai!

allora di buono in questa cacata di film cosa c’è? c’è che SE IL MAESTRO TI DICE DI TOGLIERE LA CERA E METTERE LA CERA….TU LO FAI E NON ROMPI IL CAZZO!

perchè il maestro sa quello dice, e dietro a quello che ti fa fare il maestro c’è un perchè. infatti daniel la russo (pure il nome era da ritardato) non capiva che senso avesse togliere la cera e mettere la cera. lo ha capito quando riproducendo quei movimenti che aveva ripetuto ossionatamente per giorni, riproduceva magicamente quelli per parare i colpi avversari. ora nell’era di internet voi mi direte: ma non poteva dirglielo semplicemente prima? “NO! NO! NO! daniel san” (cit. dal film) non poteva, perchè non basta leggere come si fa un movimento per saperlo fare, non è leggendo un libro che si impara il karate, infatti daniel san leggeva un libro di karate prima di incontrare il maestro miyagi col risultato che prendeva solo mazzate! perchè anche la mente va allenata, se guardate ogni allenamento sportivo è fatto di ripetizioni ossessive di singoli movimenti, lo scopo è quello di inculcare nel subconscio dell’atleta quel movimento che all’atto di riprodurlo durante la prestazione sportiva lo fa automaticamente e senza pensarci su….ATTENZIONE CHE QUI CASCA L’ASINO…infatti il non pensare non significa lavorare d’ignoranza, a zonzo e sensa sapere un cazzo, ma significa studiare, apprendere, impegnarsi e provare all’infinito fino a quando certi concetti non sono talmente chiari e talmente familiari al nostro corpo e alla nostra mente al punto di riprodurli tranquillamente avendo bisogno solo di un minimo di attenzione o concentrazione o magari proprio per niente. non è un dono divino…è ALLENAMENTO.

torniamo a noi, alla fotografia, e al motivo per cui scrivo questo articolo.

il mio corso (lo avrete letto) riporta nel titolo la parola “pratico”.

pratico

[prà-ti-co]agg. (pl.m.-ci, f.-che)

  • 1 Che si colloca nell’ambito del fare, dell’agire; che riguarda la pratica, l’attuazione concreta di qlco. (si contrappone a teorico): attività p.; lezione p. di scuola guida | all’atto p., in concreto, al momento della verifica
  • 2 Che tiene conto della realtà e della possibilità concreta di realizzare le cose SINrealista, pragmatico: uomo, comportamento p.
  • 3 Che è facilmente attuabile e risulta efficace sul piano operativo: questa soluzione è molto p.; sistema poco p.; di agevole uso, funzionale, comodo: elettrodomestico poco p.; vestito molto p.

quanti corsi di fotografia ci sono su internet? direi miliardi, da chi ti insegna le macchine fotografiche, chi ti insegna l’arte digitale, chi photoshop, chi quello chi quell’altro… e perchè nonostante tutto siete qui a leggere e non vi sentite ancora bravi e autonomi? perchè leggere su un argomento non serve ad un cazzo se l’obbiettivo è imparare un arte o un mestiere. provate a leggere come si usa una pialla o una sega circolare… dopo potete fare i falegnami?

molti di voi mi mettono fretta e si chiedono come mai non pubblico nuovi articoli…è vero che sono lento e che non ho tempo, ma se dopo un giorno che hai letto il primo articolo e sei già al capitolo 7…vuol dire che non hai capito un cazzo e stai seguendo male il corso. “ma io ho fretta devo lavorare”…. “devo leggere di corsa che poi devo andare a prendere i figli a scuola”…”ma devo fare un matrimonio a settembre”…”ho comprato una reflex da millemila euro e ora mi prude il culo”…. stai perdendo tempo se pensi che imparare la fotografia sia una cosa semplice, veloce e immediata, leggere e imparare a memoria una definizione non ti serve a nulla. avrete notato che io definizioni “da libro” non ne scrivo, massime epiche da condividere su FB nemmeno… leggere è un primo passo per poi prendersi il tempo di prendere la propria fotocamera, uscire di casa e sperimentare, ripetere, ripetere, ripetere e ripetere, fino a quando quello che si è letto non viene memorizzato dal proprio inconscio.

qual’è il problema del digitale? è quello che vi impigrisce e vi fa pensare che tutto sia facile, immediato e realizzabile senza il minimo sforzo (è qui che casacava l’asino di prima). io lo faccio senza pensarci… ma sono decenni che ci sbatto la testa, io mi alleno tutti i giorni. se impostiamo la fotocamera digitale in automatico e mettiamo l’occhio nel mirino SOLO per centrare il soggetto e scattare, con la tecnologia moderna solo un ritardato come daniel larusso potrebbe sbagliare la foto, nel senso di azzeccare l’esposizione e forse la messa a fuoco… ma farete sicuramente una foto di merda, insulsa e senza personalità, perchè la vostra fotocamera ha la personalità di daniel la russo (uno sfigato scemo) non è questo che si può imparare da un fotografo… un falegname che compra una sega circolare nuova, leggerà le istruzioni, perchè non è sapere come si accende, e dove si trova il pulsante di sicurezza che fa di lui un falegname, nessuno sa tutto. ma il falegname sa cosa farci con la sega circolare e sa come sfruttarla a meglio una volta imparato ad usarla, perchè per il falegname l’attenzione principale non è la sega, ma l’oggetto che dovrà realizzarci. applicando didascalicamente una lettura a una foto vi farà ottenere foto di merda, come se un neofita impara le istruzioni di una sega circolare riuscirà a tagliare un pezzo di legno (nel migliore dei casi anche qualche dita) ma fare un mobile è un altra cosa… farlo bene ancora di più… il capolovaro non ne parliamo neanche.e il falegname per essere tale ha imparato a fare i mobili per anni, non ha imparato ad usare la sega circolare. voi dovete imparare a fare le foto non a usare le fotocamere… quello è una cazzata.. ci riesce anche daniel la russo senza l’aiuto del maestro miyagi ma basta continuare a leggere il libro di karate.

dico fin dal primo articolo che quando si fa una foto è importante pensare. prima di mettere l’occhio nel mirino il fotografo deve sapere in anticipo cosa fare, deve aver deciso IN ANTICIPO che foto vuole fare, dalla post produzione, all’esposizione, al punto dove mettere a fuoco, al punto dove misurare la luce ecc.. tutto deve stare nella testa del fotografo prima ancora di mettere l’occhio nel mirino…

se metti l’occhio nel mirino e cominci a smanettare con i tempi e diaframmi per un ora: sei uno sfigato!
se cominci a fare la spola tra mirino e display per veder che hai combinato: sei uno sfigato!
se scatti velocemente senza pensare perchè tanto photoshop: sei uno sfigato!
se guardi il display della fotocamera per vedere cosa hai combinato: sei uno sfigato! (non è una ripetizione… è doppiamente “sfigatesco”)

3 settimane fa un mio collega mi ha chiesto di sostituirlo in una servizio matrimoniale, siccome ero fuori sede non avevo con me la mia attrezzatura, così mi ha dato la sua. ho passato la sera prima ad impostare la sua “mega reflex canon” per farla somigliare il più possibile operativamente alla mia. perchè? perchè io se imposto quella tale lettura, quella modalità di esposizione, quella modalità af, e il bottone del blocco esposimetrico, quella determinata lunghezza focale, riesco non senza pensare, ma utilizzo solo il mio incoscio per eseguire automaticamente e “apparentemente senza pensare” tutte quelle operazioni che a voi scarsoni succhiano tanto tempo e tanta energia, e dedicare il 90% della mia concentrazione sulla fotografia, sul soggetto, su quello che mi accade attorno, su quello che probabilmente succederà 10 minuti avanti così da farmi sempre trovare pronto e con idee già belle chiare. il tutto si è tradotto in un bel servizio, ma non solo, senza aver guardato mai nemmeno una volta per tutta la giornata il display quando gli ho portato tutto il materiale senza neanche accendere il pc, solo a mente sono riuscito a descrivergli tutto quello che avevo combinato, compreso in una serie di foto dello stesso momento quale foto della serie era quella giusta e quali invece erano da scartare. super poteri? no! allenamento! ogni foto scattata era frutto di un MIO ragionamento, e il risultato era assolutamente quello che avevo preventivato, per tutto il tempo la macchina fotografica, anche se non era la mia, aveva fatto quello che IO volevo, e io non faccio le cose a cazzo, prima di fare le cose ci penso, e se ci penso me le ricordo, e so anche quando sbaglio, e pongo rimedio subito, li quando ancora i giochi sono aperti e ho la possibilità di rimediare… quando guardi il display… è troppo tardi!

e cosa mi ha fatto diventare un dio della prevegenza? L’ANALOGICO! il rullino!

beccatevi sta foto:

scaricata da internet e ritradotta per voi dallo spagnolo... come se ci volesse uno scienziato.
scaricata da internet e ritradotta per voi dallo spagnolo… come se ci volesse uno scienziato.

da questa foto si capisce che l’aumento della tecnologia ci ha fatto (“VI” io me ne tiro fuori) diventare tutti più scemi.in pratica ci dice che più la tecnologia ci ha dato la possibilità di scattare liberamente, senza pensieri e a basso costo, più il livello qualitativo delle nostre (VOSTRE) foto è sceso vertiginosamente.

ma allora i fotografi di una volta erano più bravi? o quelli di oggi sono più scemi? tutti e due!

ma la nostra bravura non è frutto della genetica o della aria pulita… era frutto della necessità. avete mai sentito il detto: “la necessità aguzza l’ingegno”???

questo era il caso. noi fotografi analogici eravamo costretti a cliccare sul pulsante di scatto il meno possibile. ogni foto doveva essere perfetta, tecnicamente e artisticamente, perchè ogni click… erano soldi che se ne andavano. siamo stati costretti a pensare prima di scattare per non andare in malora. era questa un abilità da imparare a padroneggiare prima di tutto…. oggi invece non se la caga più nessuno perchè tanto ci pensa la macchina. non è vero! col digitale tutti che scattano foto alla cazzo perchè tanto è gratis… ma io onestamente in molti fotoamatori moderni 6 foto buone da 3mila scatti non li vedo neanche… ecco perchè ha così tanto senso che io vi inviti a fare un passo indietro usando l’analogico per apprendere questa “dote magica”, quanto invece non ne ha assolutamente di senso che vi scervelliate per cercare di fottere il metodo, usando scanner, usando vecchie digitali, simulando le analogiche con le digitali…. che senso ha usare un analogica se poi la usate come una digitale?… è da scemi! usate la digitale e stop.
costa tanto stampare e comprare rullini?…meglio! penserete di più e aumenterete la qualità del singolo scatto e diminuerete il numero di scatti.
ci vuole troppo tempo per rivedere che avete combinato? …meglio! penserete di più prima di scattare usando lo schema, e non avrete l’ansia dell’attesa perchè saprete che quando arriverà il rullino la foto numeo 6 sarà esattamente come l’avete descritta nello schema alla voce “foto numero 6”.  non sara così? allenati di più e quando ci riuscirai sarai un fotografo migliore!

è inutile che vi do lo schema per imparare a scrivere in anticipo le foto su carta e riprodurle dopo su pellicola per poi verificare “oggettivamente” se siete in grado di farlo o meno… se usate la digitale, e con tutti questi trucchi che cercate nessuno di voi lo farà… barereste tutti! ma farmi fesso e contento non vi aiuterà a migliorare le vostre foto… usare “onestamente” l’analogico si. siete qui per migliorare le vostre foto o per fottermi? (se la vostra risposta è la seconda e siete delle donne bellissime chiamatemi sul mio numero 144 444 144… se siete brutti e maschi… andate sui forum di fotografia dove si condividono fotografie gratis per fare arricchiere il web master)

volete trovare una scorciatoia a questi problemi? compratevi una digitale! ma scordatevi di imparare a pensare e prevedere i risulati prima di mettere l’occhio nel mirino. perchè se è questo il vostro approccio alla fotografia vi porterà solo a risultati mediocri. la vostra fotocamera è molto più scema di voi…. fa tanto la figa…. ma sa fare solo calcoli matematici velocemente,e a scuola i tipi così… erano gli sfigati! volete essere i più fighi della classe? imparate ad usare l’analogica rispettandone le regole, e le difficoltà che vi impone, quando imparerete a dominarle…dominerete il mondo! (magari meno, ma farete di sicuro foto più interessanti)…

PS: e pensavo fosse chiaro che la yashica fx3 indicata da me come ottimo acquisto fosse un esempio e non “il modello che io consiglio”. io l’ho usata e come diceva costanzo “se ci sono riuscito io ci riuscite pure voi” (diceva proprio così?)
andate su ebay (o dove volete) e qualsiasi fotocamera analogica, con un ottica luminosa, con i comandi di tempi e diaframmi manuali e visibili ad occhio nudo va bene(guarda i capitoli precedenti per sapere di cosa parlo). evitate gli zoom, evitate di spendere miliardi, vanno bene anche marche improponibili, si trovano su ebay anche a 10 euro…  non è la qualità che vi serve. puntate a quelle con esposimetro… con la regola del 16 è tutto più difficile…. certo che se padroneggerete anche quella tecnica non vi ferma più nessuno. in questa fase ogni difficoltà che superate o limite che vi impinete vi renderà più forti…