7.comporre una foto come brad pitt in the fight club! (Corso pratico di fotografia dalla A alla Z)

brad pitt figth club(il rosso sei tu, il nero sono io)

riassunto dei capitoli precedenti:

cap.1

  • hai risparmiato un sacco di soldi che altrimenti avresti buttato in reflex giocattolo che non servono a nulla.
  • ti sei tolto dalla testa tanti preconcetti inutili e leggende metropolitane sulla moda delle reflex
  • se vuoi fare belle fotografie devi imparare a farle e non sperare che esista una fotocamera che lo faccia al posto tuo.
  • hai scoperto che ci sono tante fotocamere diverse e che permettono usi diversi.
  • hai scoperto che le ottiche sono più importanti dei corpi macchina.
  • devi imparare a fotografare prima di spendere soldi in macchine fotografiche.
  • hai (nel migliore dei casi) comprato una macchinetta a rullino per 4 soldi.

cap.2

  • hai imparato a misurare la luce.
  • hai capito che la tecnologia non ti sostituisce, ma in alcuni casi ti aiuta, in altri ti complica la vita, in altri rompe le palle e basta.

cap.3

  • hai imparato che cos’è l’esposimetro, come funziona e come si usa.

cap.4

  • hai imparato come tenere in mano una fotocamera e come agire sui comandi.

cap.5

  • hai imparato come mettere a fuoco, sia in manuale che in automatico.
  • hai imprato cos’è la profondità di campo

cap.6

  • hai un metodo su cui basare gli esercizi, migliorarti e seguire i tuoi progressi, che ti aiuterà e seguirà per tutta la tua vita (hai capito bene tutta la vita)

presumo che tu stia leggendo questo capitolo dopo aver fatto almeno 30 rullini col metodo mcguiver…beh… veramente…più o meno… vabbè, lo immaginavo! peggio per te! andare avanti e imbrogliare non ti serve a nulla…ciuccio eri e ciuccio rimani, il bello è che alla fine di questo capitolo dovrai ritornarci…come ritornarci?? hai capito bene… il metodo mcguiver ti perseguiterà per molto tempo, lasciare indietro qualcosa non ti serve a fare prima, ma a perdere più tempo dopo… come al solito il difetto dei furbi è che non si rendono conto che cercando di essere più furbi degli altri finiscono sempre a fare la figura dei più fessi…

ma andiamo avanti…

ti chiederai cosa c’entra brad pitt e fight club con la fotografia (sei talmente pigro che anche le domande te le devo suggerire io)…
siamo arrivanti al momento che imparate le basi tecniche e provato CON SUCCESSO a metterle in pratica dobbiamo cominciare a dare anche una forma decente a queste foto, e quindi cominciare a puntare anche ad ottenere foto belle oltre che corrette… per questo è importante conoscere le regole della composizione…

“la prima regola del fight club è: non ci sono regole! la seconda regola del figth club è: non ci sono regole!
questo diceva brad pitt nella scena cult del film cult (ma che molti non sanno copiatissimo da un altro meno famoso)..

ora so già cosa ti frulla nella tua testolina… “oh! finalmente posso staccare il cervello e fare come cazzo mi pare”… giusto? e si! finalmente!… sbagliato.

c’è stato un tizio mediamente famoso, un pelato spagnolo che imbrattava le tele di nome pablo, che diceva: “a 8 anni sapevo già dipingere come raffaello, ho impiegato tutta la vita ad imparare a disegnare come i bambini”.
frase assolutamente condivisibile ma va presa con le pinze, purtroppo viviamo in un era dove talent, reality e l’intelligence delle multinazionali lanciano il messaggio che chiunque può essere artista, che basta accattarsi la fotocamera “xy” per diventare grandi fotografi SONY per nominarne una che faceva una pubblicità adatta quelli come te: “non pensare, scatta!”giusto! perfetta per quelli come me…esatto perfetta per i bimbiminkia!

forse picasso esagerava, magari ci sono voluti più di 8 anni per diventare bravo come raffaello, ma sicuramente per poter violare le regole dell’arte classiche prima ha dovuto impararle e conoscerle alla perfezione, il suo attrattismo non era sicuramente un astrattismo “allla cazzo di cane” come molti nuovi artisti che si alzano la mattina e spruzzano colori su una tela “a minchia” e poi lo intitolano “confusione mistica” …nel tuo cervello aggiungo io… se ci pensi è una questione logica… come fai ad infrangere una cosa che non conosci?? non puoi! quindi mettiti l’anima in pace e ti tocca studiare.

partiamo da alcuni elementi di base. forse scontati ma mica tanto.

in una foto di solito c’è un soggetto e uno sfondo. ad esempio nella più classica delle foto e cioè il selfie, c’è un faccione in primo piano (soggetto) e la roba dietro (lo sfondo)

in questo selfie scaricato da google, il soggetto è la tipa, lo sfondo è lo scaffale pieno di purghe vegetariane.
in questo selfie scaricato da google, il soggetto è la tipa, lo sfondo è lo scaffale pieno di purghe vegetariane.

può sembrare banale dire queste cose, ma non lo è. c’è una logica alla base di certe precisazioni, per fare una foto oltre che tecnicamente corretta (fin ora ci siamo occupati solo di questo) per renderla bella o interessante dobbiamo inserire all’interno dell’inquadratura degli elementi e in un ordine logico che li renda piacevoli e interessanti alla vista.
pensa ad una stanza arredata alla cazzo mettendoci dentro di tutto nel più assoluto disordine. e la stessa stanza arredata con gusto dal grande maestro degli architetti architettosi, con pochi elementi e sapientemente disposti nella stanza. quale ti piacerà di più alla vista? la seconda! e sai perchè? perchè il grande maestro degli architetti architettosi ha studiato! conosce tutte le regole e in base al tipo di stanza, del tipo di arredamento e di tante altre cose decide il modo migliore di combinarli…
altra metafora azzeccata è quella della grammatica, una frase di senso compiuto è tale se al suo interno c’è un soggetto, c’è un predicato, c’è un complemento… certo ci sono anche scrittori che vìolano ogni tanto queste regole, ma è implicito che la grammatica l’hanno prima imparata.
poi ti faccio anche un copia e incolla di una frase contenuta all’interno di un commento di tale “fabrizio” su questo blog nell’articolo sul prossimo wpp 2016 che recita: “Un grande può violare ogni regola. Un mediocre fa bene a rispettarle tutte.” quindi diventiamo prima grandi rispettando le regole, poi se proprio “te prudono e mani” le vìolerai con calma.

andiamo quindi a fare una breve carrellata di queste regole, (breve perchè poi nel caso si approfondiranno in seguito)

la prima regola del “fake club” è: il buon senso.
se fai una foto semplice come il selfie di prima, il soggetto è il tuo faccione, mentre tutto il resto è lo sfondo, di logica se vuoi dare maggiore importanza al soggetto devi riempire il fotogramma maggiormente col tuo faccione avvicinandoti fisicamente o con un focale più lunga, e di contro ridurre la porzione con lo sfondo.
stesso discorso sempre per una foto come quella far si che sullo sfondo non ci sia qualcosa di più interessante del soggetto, ad esempio ti stai facendo un selfie per far vedere a tutti la tua nuova pettinatura, e dietro di te c’è un grassone con le braghe calate che defeca, piuttosto che una tettona con le tette al vento penso che chiunque se ne sbatta della tua pettinatura ma preferisca guardare lo sfondo,

photobomb
avoglia a mostrare l’oscar, qui la star è il tizio la dietro.

stesso discorso se il soggetto (persona, animale o oggetto) ha dei colori spenti, e dietro invece lo sfondo è ricco di colori, piuttosto che dettagli che attirano l’attenzione, quindi in questi casi o ci si ingegna cercando inquadrature “originali” atte ad escludere i disturbi, o usare la PdC per sfocarli, o dove è possibile spostare il soggetto… altro consiglio è quello di studiarsi i colori e le loro combinazioni, ad esempio la natura ci insegna che gli alberi sono belli perchè il verde delle foglie, abbinato al marrone del fusto e dei rami… è la morte sua! e il fiorellino colorato è la ciliegina sulla torta… se poi l’albero è un ciliegio… lo vedi che tutto quadra?

qui due foto, con due soggetti dai colori simili, a sinistra su uno sfondo quasi dello stesso colore, dove paradossalmente spiccano maggiormente le foglie verdi che sono un elemento di contorno, mentre si fa fatica ad individuare subito al centro quella specie di topo, mentre a destra il soggetto marrone sullo sfondo verde è la morte sua, e non solo non disturba ma esalta il soggetto.
qui due foto, con due soggetti dai colori simili, a sinistra su uno sfondo quasi dello stesso colore, dove paradossalmente spiccano maggiormente le foglie verdi che sono un elemento di contorno, mentre si fa fatica ad individuare subito al centro quella specie di topo, mentre a destra il soggetto marrone sullo sfondo verde è la morte sua, e non solo non disturba ma lo esalta.

altra regola di buon senso è vietare il minestrone,

capodanno-2016-cortina-d-ampezzo-san-vito-di-cadore-chalet-al-lago-party-di-capodanno
foto confusa senza un soggetto, tanta roba consusa e senza logica.

ad esempio una foto di una stanza dove ci sono 10 persone atte a fare cose tutte diverse e poco interessanti e combinate tra di loro… è buona norma non mettere troppa carne al fuoco, una composizione semplice, è più bella di una confusionaria, anche qui, o ci si ingegna per eliminare come sopra,

 

in questa foto ci sono molte persone, ma qui l’ingegno ( e non qualche diavoleria tecnologica della fotocamera) ha risolto, è vero ci sono tante persone, ma c’è un soggetto principale in primo piano, gli altri sullo sfondo, che tra l’altro guardano tutti verso di lei…e quindi non disturbano… il fatto che (mi pare ) siano tutti attori presume che chi ha composto questa foto non sia un coglione, e si vede!

o è meglio scattare tre foto a tre soggetti diversi, che uno a 10 soggetti diversi che destabilizzano chi guarda…

la stessa foto di prima, nel cui interno si potevano ricavare due foto composte "bene" invece del casino di prima
la stessa foto di prima, nel cui interno si potevano ricavare due foto composte “bene” invece del casino di prima

ok, credo di aver capito, ma come faccio a fare tutte queste considerazioni mentre scatto? e infatti non puoi! tutte queste considerazioni le devi fare prima! è quello che ti ripeto dal primo capitolo, non devi infilare l’occhio nel mirino e poi vedere cosa succede… devi decidere prima di scattare qual’è il tuo soggetto, e prima ancora di mettere l’occhio nel mirino devi analizzare la scena, e scegliere a quale regola attenersi o vìolare, oppure prevedere quali possono essere gli elementi di disturbo e come eliminarli, ad esempio nella foto confusionaria di prima, non ti venga in mente di fare ritagli, valuta bene tra tutta quella gente chi merita di essere fotografato e chi no… può anche succedere che la foto non vada nemmeno fatta, non te l’ha ordinato il medico… se hai problemi con i colori, valuta se è il caso di pensarla in BN invece che a colori, oppure cercati lo sfondo giusto, o sposti il soggetto… evita di mettere una bionda davanti ad uno sfondo giallo, un nero su uno sfondo nero, un giallo su uno sfondo giallo(perchè i gialli non sono biondi???) un rosso su uno sfondo rossoecc, (sono finiti?)… insomma cerca sempre di tenere il cervello attaccato prima di fare la foto perchè una volta che fai una cazzata del genere avoglia ad andare su fotosciop a cercare di rimediarla cambiando i colori…la foto è compromessa, e se la modifichi si vede! certo, la tua fidanzata su FB ti metterà mi piace e ti farà un sacco di complimenti per compiacerti… ma il dubbio che lo faccia solo perchè è la tua fidanzata, e di fotografia non ci capisce un cazzo e quindi quello che dice non vale nulla ti ha sfiorato?

la seconda regola del fake club è: chi, cosa, dove, quando.
questa è la regola preferita dei fotoreporter, la dove la fotografia è PRIMA DI TUTTO documento, è importante dare le giuste informazioni, renderle ben visibili e dargli la giusta importanza.

molta immagine e poche chiacchiere del maestro capa
sono pigro quindi utilizzo una foto che già era sul sito…

prova a descrivermi quello che vedi in questa foto del maestro capa. beh, la foto è famosa, è quella dove i soldati americani durante la seconda guerra mondiale sbarcano in normandia e combattono .
bene, analizziamo cosa hai visto in questa foto e hai appena descritto:
i soldati americani“: CHI
sbarcanoe combattono“: COSA
in normandia“:DOVE
durante la seconda guerra mondiale“: QUANDO
come vedi quando una foto parla più di mille parole non c’è nient’altro da aggiungere… se ti approcci così ad una foto puoi fare come il maestro capa.posso diventare un grande fotografo?…o morire improvvisamente!

la terza regola del fake club è:la regola dei terzi.
qui qualcuno che ha studiato ha deciso che applicando questa griglia ad una fotografia,

griglia magica
griglia magica

si potessero individuare delle zone di interesse che attirano l’occhio umano più di altre, va da se, che se sei furbo fai in modo che il tuo soggetto o quello che vuoi far risaltare li fai coincidere con queste zone. nello specifico si tracciano due linee parallele in orizzontale equidistanti tra di loro e il bordo, e stessa cosa in verticale, e secondo questi scienziati nei quattro punti di incontro centrali (in rosso nella foto) e in corrispondenza delle linee l’occhio di chi guarda è attirato verso di loro, gli elementi in quelle zone attirano maggior attenzione rispetto a quelli messi altrove. un errore classico è quello di (nel caso di un ritratto) di mettere la faccia del malcapitato proprio nel quadilatero interno e proprio al centro.quindi applica questa griglia magica alle tue foto, nel caso compri una ML moderna, credo che tutte abbiano la funzione che permette di applicarla sul display quindi puoi regolarti automaticamente, con le reflex invece o ti compri lo specchio apposito (se è disponibile) o ti attacchi, che significa la memorizzi e la applichi a mente. si può fare? con l’esercizio e un paio di rullini col metodo mcguiver del capitolo 6.
per ora applico questa griglia a diverse immagini per farti vedere come fare.

paesaggio di un tale franco fontana....
paesaggio di un tale “fontana franco”….

la prima regola di questa griglia è legato all’orizzonte, oltre che ovviamente tenerlo dritto o “in bolla” come dicono quelli bravi, è quella di farla coincidere con una delle due linee orizzontali della griglia. quale delle due? una qualsiasi, dipende dal resto della foto, se come in questo caso il cielo è privo di dettagli è preferibile optare per quella in alto, se invece c’è un cielo carico di nuvole e di dettagli (le scie chimiche direbbero i grillini) e il resto è nulla di che, allora è meglio optare per quella in basso. in questo caso questo “franco fontana” le ha sfruttate entrambe facendoci combaciare sia l’orizzonte che la linea del prato secco, o diversamente fresco per essere politicamente corretti… direi che questo fontana potrebbe fare il fotografo.puoi mettere anche l’orizzonte al centro… nessuno te lo vieta, userai però un altra regola di composizione sfruttando qualche altro elemento o escamotage per rendere interessante la tua foto.

paesaggio di google...(nel senso che lo scaricato da li... non che ritrae google...
paesaggio di google…(nel senso che lo scaricato da li… non che ritrae google…

in questa foto è stata usata la linea verticale sulla sinistra per destare interesse sull’albero, che altrimenti se fosse stato al centro pareva brutto.ma vale solo per i paesaggi?

stessa regola per un ritratto
qui la linea verticaledestra è usata per il soggetto in primo piano, e in corrispendenza della linea sinistra anche i dettagli dello sfondo…

vale anche per i ritratti,

altro esempio applicato ad una foto di reportage...
altro esempio applicato ad una foto di reportage…

o per i reportage.

la quarta regola del “fake club” è: la profondità
si questa la so! significa che dobbiamo ritrarre la profondità del soggetto cogliendone il suo animo più profondo!!! ma che droghe ti fumi?? se ricordi bene nel capitolo sulla messa a fuoco ti ho spiegato che la foto per sua natura è in 2 dimensioni, renderla tridimensionale (DARE PROFONDITA’) fa diventare più piacevole una foto che potrebbe risultare piatta(“potrebbe” perchè “piatta” non è un male, ci sono delle foto che piatte vanno benissimo).
i trucchi per rendere tridimensionale una foto sono, inserire un elemento in primo piano.

josef koudelka, mica pizza e fichi...
josef koudelka, mica pizza e fichi…

o usando la PdC per separare i piani…

qui si usa anche lo sfocato per creare profondità.
qui si usa anche lo sfocato per creare profondità.

usare linee prospettiche…

segui le linee
segui le linee

in questa foto le parallele dei bordi del pontile indicano ai tuoi occhi la strada da seguire… queste sono linee convergenti… ma anche una strada che curva crea profondità… le linee purchè si spostano lungo la diagonale raggiungono sempre qusto obbiettivo.

la quinta regola del “fake club” è: il frullato.
come il minestrone no e il frullato si? esatto! nel minestrone storicamente si mette di tutto, nel frullato si combinano più elementi, come puoi vedere anche nelle foto qui sopra su molte foto si possono abbinare più di questi concetti, certo non tutti… di solito 1 è meglio di 2, 3 cominciano a starci stretti… 4 sono da escludere….

la sesta regola del “fake club” è:proporzioni auree e pugnette varie.

da qui in poi metto un freno, un pò perchè altrimenti questo capitolo non finisce più, e un pò perchè questo campo rischia di farti “diventare cieco”. ci sarebbe molto da dire, riflettere, ragionare e filosofeggiare ma…non sei pronto! più avanti ti spiegherò anche come la composizione influisce sulle emozioni di chi guarda la foto… bello! voglio saperlo!! impara prima a scattare le foto semplici, quelle complicate ci pensiamo più avanti tanto di tempo ce n’è…

la settima regola del “fake club” è: fatti i cazzi i tuoi.
no, non è come pensi.. parte da quello che era un tik verbale del mio capo e maesttro quando facevo il pivello in un classico negozietto e laboratorio fotografico (adesso estinti).
quando gli chiesi come potevo imparare la composizione delle foto nei matrimoni mi rispose: “fatti i cazzi tuoi…su quello scaffale ci sono 3 album appena consegnati, il primo l’ho fatto io, il secondo l’ha fatto XX(nome secondo fotografo dello studio) e il terzo YY(nome altro fotografo) guarda le foto e fatti un idea, poi chiamami che lo guardiamo insieme, ma ora fatti i cazzi tuoi che ho da fare”
quindi devo guardare gli album dei matrimoni? lo sapevo che prendevi tutto alla lettera, il metodo “fatti i cazzi tuoi” prevede che tu ti faccia ispirare  ANCHE E NON NECESSARIAMENTE da quello che vedi in giro, dal portfolio di altri fotografi, da inquadrature di film, da immagini tratte da descrizioni di libri, quadri, da un tramonto… tutto fa brodo, non necessariamente di fotografia… se sei appassionato solo di fotografia farai foto di foto, foto di fotografi, o foto di macchine fotografiche… ergo foto di merda, se ami una ragazza e la fotografi farai foto NON DELLA RAGAZZA ma dell’amore che provi per lei, e le possibilità che la tua foto sia bella e ispirata aumentano a dismisura. trai ispirazione da quello che vedi e quello che ti piace…

a sinistra un pittore...a destra un fotografo
a sinistra un pittore…a destra un fotografo

un fotografo che ama l’arte può ispirarsi ad un quadro…. e quella che potrebbe essere una foto “piatta” diventa un capolavoro.

l’ottava regola del “fake club” è: ma anche no.
certo che nessuno ti costringe a seguire nessuna di queste regole, puoi anche fotografare come ti pare a te, ma, e c’è una MA grande quanto una casa, se guardando le tua foto nessuno rimane a bocca aperta come telo spieghi? beh! sicuramente non hanno capito il mio messaggio, la mia poetica e la mia arte. no! sei tu che ancora non vuoi metterti in testa che fai foto schifose, e queste regole sono la tua unica possibilità di renderle quanto meno accettabili, quindi vedi di volare basso, e vìolerai le regole quando sarai bravo come me… cioè mai! ti do anche un parametro oggettivo, potrai violare le regole di cui sopra, solo quando avrai VENDUTO almeno 100 foto.

la nona regola del “fake club” è: metodo mcguiver.
dovrai infatti sperimentare e verificare ognuna di queste regole, e provare a riuscire a replicarle con facilità, lo scopo non è capire se hai capito o no, ma allenare il tuo occhio e la tua mente a replicare tali informazioni in maniera automatica e spontanea, solo quando queste nozioni ti sono entrate in testa al punto da riuscirle a mettere in pratica senza pensare allora sarai pronto per andare avanti nel corso. finalmente una cosa che si fa senza pensare…come si fa? esercitandoti all’infinito fino a che non ti entrano in testa! direi ALMENO 10 rullini!

alla prossima…