6. esercizio:imparare a fotografare col metodo McGuyver (Corso pratico di fotografia dalla A alla Z)

copertina mcguyver

(il rosso sei tu, il nero sono io)

se non sai chi è mcguiver sei uno sfigato!
3 cose importantissime da sapere su mcguiver:

  1. era un telefilm degli anni 80, parlava di un tizio laureato in fisica, che non faceva un cazzo nella vita, e per un motivo ancora sconosciuto ai più si trovava sempre in mezzo ai casini, tra spie russe, attentati, omicidi e chi più ne ha più ne metta, era famoso perchè bastava si guardasse in giro e con pochi oggetti ed elementi di fortuna riusciva a creare cose pazzesche….
  2. barzelletta romana: (devi sapere che a roma nel gergo “CIOVANE” la canna si chiama anche “bomba”) un tizio si avvicina ad un altro tizio e gli fa: “che c’hai na cartina?
    tizio 2: “che ce devi fa?”
    tizio 1:“me ce devo fa na bomba!”
    tizio 2: ” e chi cazz sei? mcguiver???”
  3. nel cartone animato americano “the griffin”, peter vuole salvare il suo cane brian che è stato arrestato, non sapendo come fare decide di chiedere aiuto a mcguiver, gli invia una lettera con su scritto: “caro mcguiver, il mio cane brian è stato arrestato ma è innocente, ti invio 1 cannuccia, 1 graffetta e 1 elastico…ti prego, salva il mio cane!”
    poi si vede mcguiver sul suo divano che legge la lettera…poi prende la graffetta… ci incastra la cannuccia… poi prende l’elastico….. lo aggancia alla graffetta…. LO  TIRA… E…. PUUUUUUMM !!! se lo da sui denti!….

ma quanto era assurdo mcguiver????? …

torniamo a noi.

hai imparato le seguenti nozioni teoriche di base:

riassunto dei capitoli precedenti:

cap.1

  • hai risparmiato un sacco di soldi che altrimenti avresti buttato in reflex giocattolo che non servono a nulla.
  • ti sei tolto dalla testa tanti preconcetti inutili e leggende metropolitane sulla moda delle reflex
  • se vuoi fare belle fotografie devi imparare a farle e non sperare che esista una fotocamera che lo faccia al posto tuo.
  • hai scoperto che ci sono tante fotocamere diverse e che permettono usi diversi.
  • hai scoperto che le ottiche sono più importanti dei corpi macchina.
  • devi imparare a fotografare prima di spendere soldi in macchine fotografiche.
  • hai (nel migliore dei casi) comprato una macchinetta a rullino per 4 soldi.

cap.2

  • hai imparato a misurare la luce.
  • hai capito che la tecnologia non ti sostituisce, ma in alcuni casi ti aiuta, in altri ti complica la vita, in altri rompe le palle e basta.

cap.3

  • hai imparato che cos’è l’esposimetro, come funziona e come si usa.

cap.4

  • hai imparato come tenere in mano una fotocamera e come agire sui comandi.

cap.5

  • hai imparato come mettere a fuoco, sia in manuale che in automatico.
  • hai imprato cos’è la profondità di campo

ora è arrivato il momento di fare pratica e vedere cosa hai imparato.

ma cosa c’entra mcguiver? c’entra, infatti avrai bisogno del tuo kit. non una cannuccia una graffetta e un eleastico, ma:

  • un quaderno
  • una penna
  • la tua macchina fotografica (possibilmente simile a quella che ti ho suggerito io).
  • un rullino
non fare caso alle proporzioni...
non fare caso alle proporzioni…

quaderno. il quaderno puoi anche sostituirlo con un quadernone, a quadretti o a righe? no a fantasie floreali! che cavolo me ne frega a me com’è il quaderno?, puoi anche sostituire il quaderno con un foglio a4, ma io te lo sconsiglio, perchè i fogli a4 vanno per conto suo, se invece scrivi tutto su un singolo quaderno puoi confrontare i risultati e monitare i tuoi progressi. l’importante che tu sul tuo quaderno replichi il seguente schema:

le pose in un rullino vanno di solito tra i 24 e le 36, qui ho tagliato per comodità, tu compri il rullino e fai lo schema di conseguenza. l'immagine è ingrandibile cliccandoci su per leggerla meglio...
le pose in un rullino vanno di solito tra i 24 e le 36, qui ho tagliato per comodità, tu compri il rullino e fai lo schema di conseguenza. l’immagine è ingrandibile cliccandoci su per leggerla meglio…

ti dirò, sapendo come sei pigro e sfaticato puoi pure stamparlo su foglio a4 e incollarlo sul quaderno, così sprechi meno energie e tieni cmq sotto controllo i progressi…e così non uso nemmeno la penna! la penna devi usarla lo stesso… scemo! perchè negli spazi vuoti ci devi scrivere… non posso scriverci dal pc?no comment.

penna. ti devo davvero spiegare a cosa serve la penna???? no non credo… ma dai… sei sicuro?? credo di si… speriamo bene….

macchina fotografica. spero tu stia usando una fotocamera a rullino, in caso contrario dovrai sforzarti di usarla come se la tua digitale fosse a rullino, ti spiego dopo come fare, non ti dico cos’è la macchina fotografica perchè lo sto facendo da 6 capitoli….

rullino. il rullino non è altro che il sensore di noi sfigati uomini preistorici. è una pellicola “impressionabile” che esposta alla luce cattura immagini, ecco perchè non ti deve venire in mente MAI di srotolare il rullino ne prima, ne dopo l’uso, altrimenti avoglia a fotografare… non riprenderai una beata cippa! è previsto durande il caricamento un fisiologica “bruciatura” di una parte del rotolo, una volta caricato bene il rullino nella fotocamera e chiuso il coperchio sei al sicuro, e devi avere la stessa cura nel passaggio contrario, cioè quando dovrai togliere il rullino e avvolgerlo prima di aprire il coperchio. si ma come si carica il rullino? segui le indicazioni di questo video che ho trovato su youtube e non so manco di chi è, se vuoi scoprirlo c’è scritto sul video:

compra più rullini, dovrai fare tanti test, e non prenderli tutti uguali, ogni rullino si differenzia dall’altro, sia per il modello e marca (colori e tonalità diverse) che per gli iso…
che rullino mi consigli? qual’è il migliore? in questa fase non è importante la qualità assoluta del rullino purchè non sia marcio, bruciato, già usato…vanno bene anche scaduti, purchè siano stati mantenuti bene a temperature fresche, comprali in negozi fisici, o su ebay cosi in caso di fregature li rimandi indietro o glieli sbatti in faccia al negoziante… mi raccomando se proprio decidi di sbatterlo in faccia al negoziante, e decidi di fare questa cosa… falla bene! non chiudere gli occhi durante il lancio, focalizza l’obbiettivo, punta verso gli occhi o il naso, usa tutto il corpo per raggiungere la maggior velocità e potenza, lascia andare il braccio…fai anche le prove a casa prima di farlo in negozio, ricordati cosa ho sempre detto: “i dilettanti improvvisano, i professionisti pianificano tutto! anche questo!

passiamo alla pratica.
per prima cosa devi riportare quello schema (col metodo che vuoi) sul quaderno, con tutti i campi vuoti.

quindi una volta che hai in mano il rullino sai quante pose permette, se c’è scritto 24, non fare il taccagno, metti qualche riga in più, non si sa mai, a volte sono di più, idem per 12 e 36… se compri un rullino da 12, subito dopo sparati! per le fotocamere 35mm che possono arrivare a 36 è da idiota metterne uno da 12…soprattutto per quello che devi fare.

analizziamo nello specifico lo schema, indipendentemente da come ho predisposto io lo schema, qui di sotto ti elencherò i campi in base all’ordine di compilazione, puoi se vuoi, anche modificartelo di conseguenza, leggendo capirai il perchè:

foto. quindi nel primo campo dello schema devi fare una semplice numerazione progressiva, ogni riga si riferisce ad una singola foto che scatterai, dopo capirai a che serve farlo.

iso rullo. qui dovrai inserire le caratteristiche del rullino, per avere sempre a mente(dopo che avrai sviluppato le foto) qual’è il rullino(puoi sviluppare più rullini contemporaneamente) e gli iso che sul rullino si chiamano ASA, ma sono la stessa cosa(più o meno).ovviamente questo è un valore fisso per tutto il rullino, una delle differenze maggiori tra il digitale e l’analogico è proprio questo. quindi se sei uno sborone che non sai un cazzo di fotografia, vieni da me per imparare, ma poi  te ne fotti di seguire i miei consigli e stai seguendo questo corso con la tua reflex digitale di merda comprata al megastore, abbi almeno l’intelligenza (nel tuo interesse) di impostare gli iso in un modo e non muoverli, simulando i limti della pellicola… se fai il furbo, ti fotti da solo! che non impari, io ho già imparato e sono già un professionista… vedi tu…. ma posso chiamarlo “info pellicola”? puoi chiamrlo anche “cicciomitocca” l’importante che capisci a che serve!

luce e descrizione soggetto. qui inizia il lavoro da fotografo… scordati di andartene in giro come un coglione con l’occhio dentro il mirino sperando che accada qualcosa la dentro e tu scatti capolavori. ti ho fatto accenni già nei capitoli precedenti, vatteli a rileggere a cominciare dall’ultimo. è nella tua testolina bacata e vuota e piena di cazzate lette qua e la che deve nascere la tua foto, devi avere una visione, guardati attorno e decidi cosa fotografare, decidi l’inquadratura e solo “ora” (almeno in questa fase) prendi il quaderno e scrivi in questi spazi una descrizione sommaria del soggetto e della luce che c’è attorno(come ho fatto io nei due campi di esempio). questi due campi sono importanti per rintracciare la foto sulla pellicola una volta sviluppato il rullino, infatti quando avrai in mano le stampe potrai risalire facilmente ai suoi dati sullo schema e verificarne i risultati, nell’esempio che ho riportato io, se trovi una stampa col cane che fa pipì, e lo hai scritto sai che è la foto stai cercando… anche le condizioni di luce possono avere piccole variazioni tra uno scatto ed un altro, tipo un raggio che fa capolino adesso, e fra 10 minuti non c’è più coperto da una nuvola… scrivi tutto!

note-obbiettivo. questo è un campo importante, sul quale forse scriverai più di tutti, quindi dagli più spazio, anche più righe, qui devi scrivere che obbiettivo(nel senso di scopo non di ottica)  ti poni PRIMA DI SCATTARE LA FOTO, ad esempio se ti stai esercitando sulla PdC potrebbe essere (uso sempre lo stesso esempio): “cane perfettamente a fuoco e sfondo completamente sfocato”, oppure “tutto a fuoco e lo sfocato parte dal ramo dietro il cane”…. oppure in caso di controluce l’obbiettivo potrebbe essere: “cane in siluette e cielo esposto correttamente” o il contrario, oppure in casi di luce particolari segnare che quella determinata foto è sta esposta misurando la luce su una determinata zona della scena rispetto ad un altra, o ancora volutamente sottoesposta perchè vuoi le parti buie con il nero che più nero non si può… l’importante E’ CHE SCRIVI SUL QUADERNO PRIMA DI METTERE L’OCCHIO NEL MIRINO DELLA FOTOCAMERA cosa vuoi ottenere da quella foto….

tempo e f. anche qui il nome non è importante, ma è semplice capire a cosa si riferisce, il tempo di posa, e il diaframma impostato. questi li potrai scrivere dopo aver scattato la foto. in pratica segui tutto quello che ho scritto prima, e poi applica tutto quello che hai letto nei capitoli precedenti. regola la fotocamera secondo quello che dovresti aver imparato, e una volta scattato riporta i dati sul quaderno.
****ripeti anche qualche foto, c’è una tecnica anche automatizzata nelle fotocamere più moderne che si chiama “bracketing” che in inglese significa “tre o più foto scattate allo stesso soggetto usando tempi e diaframmi diversi, sottoesponendo o sovraesponendo di 1-2 o più stop a tuo gusto” così nel dubbio hai più alternative per azzeccare la foto in condizione di luce difficili, e scrivendo tutto potrai verificare le differenze. sei sicuro che in inglese bracketing voglia dire tutto questo? si! sicurissimo!

e dopo che ho compilato il foglio che succede?

questo è lo scopo dell’esercizio… una volta che è finito il rullino e lo hai raccolto senza bruciarlo lo devi portare ad un laboratorio (fisico o online) per farglielo sviluppare. è molto importante specificare al laboratorio che vuoi la stampa e lo sviluppo del rullino senza correzioni! perchè? perchè i laboratori per fare prima e per comodità loro sviluppano e stampano le foto in modalità automatica, quindi se tu sbagli una foto, sulla stampa ( a patto di non aver fatto errori macroscopici) la troverai esposta correttamente, identica alla stessa foto prima che però ha tempo e diaframma diversi, quindi tutto sto casino viene vanificato.

l’unico modo che hai per scoprire se hai acquisito la tecnica e imparato le basi, è non avere nessun aiuto.

e come faccio a sapere se il laboratorio fa o meno correzioni?

glielo dici espressamente e lo fai scrivere sulla busta(in un negozio fisico)
controlli le stampe, se stampa col metodo vecchio(difficile, ma può essere) dietro alla foto ci saranno delle scritte tipo un codice a barre, se vedi dei numeri verso la fine del tipo: “+1,+2,-1” ecc sbattigliele in faccia come ti ho insegnato prima col rullino. oppure se stampa con metodi moderni e “stampati fru fru” che vuol dire “stampanti fru fru”? stampanti del cazzo! che prevedono fogli già a misura e stampate con le stampanti tipo quella che hai a casa anche tu, quindi senza nessun dato dietro.. in quel caso, portale a casa, è li che ti sarà utilissimo il tuo foglio, e se noti che due foto sono uguali (tipo quelle del bracketing di cui sopra) vuol dire che le ha corrette, quindi o ti porti il foglio in laboratorio e verifichi sul posto, o ritorni subito al laboratorio e gliele sbatti in faccia! sempre con la stessa tecnica? ceeeerto! insomma, ti devi assicurare che le foto non abbiano subito nessun’alterazione oltre al tuo intervento.tutte le stampe e il rullino tornati dal laboratorio devono permetterti di risalire ai tuoi errori, per cui devi pretendere oltre che non correggere nessuna foto, anche di stampare quelle foto che “secondo loro” sono sfocate o non sufficientemente esposte bene, o troppo chiare o troppo scure. l’unica concessione che puoi fare al laboratorio è di tagliarti il rullino in piccole strisce da sei, tanto poi coi numeretti sulle pellicole le ricomponi. e poi fai un controllo a tre tra il negativo, le stampe e il tuo foglio. cioè?

cioè, ti siedi ad un tavolino o dove ti pare, metti la pellicola in controluce e vedi quanti fotogrammi ci sono sul rullino e quante stampe ci sono, è possibile che delle foto siano bruciate e non siano state stampate, e quindi ti trovi in mano 20 stampe e 24 fotogrammi sul rullino. oh ma questi del laboratorio non hanno capito che mi devono stampare tutto? adesso gli spacco la testa! bravo! questo è l’atteggiamento giusto!

come faccio a capire se mancano se sono troppo scure o bruciate quindi troppo chiare? beh, ti faccio un parallelismo con l’uomo… l’uomo è un eteresessuale… la pellicola è gay! infatti è “invertita” questa era pessima! si lo so! ma ormai l’ho scritta… in pratica sul “NEGATIVO” troverai i toni e i colori al contrario (“invertiti”) e quindi se vedrai un fotogramma tutto nero (che poi è marrone scuro o grigio scuro in base alla pellicola) vuol dire che la foto è troppo chiara perchè hai fatto entrare troppa luce o per troppo tempo, al contrario se è bianca (chiara senza nessun dettaglio) troppa poca luce.e se prendo un rullino a diapositiva? no lascia stare! la diapositiva è un rullino che non prevede la stampa, ma è la stessa pellicola che viene intelaiata fotogramma per fotogramma e tramite proiettore si può visualizzare, risolvi il problema delle modifiche del laboratorio, ma poi ne avrai degli altri…non ti conviene lascia stare.

quindi quando hai tutte le stampe e i negativi in mano, ricomponi la sequenza (tenendo conto delle possibili foto mancanti), e una volta completata, confronta le stampe con il tuo schema, verifica l’esposizione la MaF, attenzione al mosso che molti confondono con la MaF sbagliata

mostrarti una foto presa da google è meglio che scrivere un casino di parole...
mostrarti una foto presa da google è meglio che scrivere un casino di parole…

molte volte, quando sono poco accentuati i due effetti possono confondersi, di solito noti una mancanza di dettaglio, che può essere eccessiva come in foto o quasi impercettibile, nel primo caso hai usato un tempo troppo lento o ti sei mosso durante lo scatto e devi stare più fermo, nel secondo caso sei cecato e devi andare dall’oculista.oppure stai fotografando in MaF manuale con la tua bella reflex digitale di merda comprata al megastore…
e quindi che faccio in questo caso? in questo caso e in tutti gli altri casi, devi fare come faceva stefania sandrelli nel film di troisi e benigni “non ci resta che piangere” e cioè? cioè “provare provare provare provare provare”.

lo scopo di questo esercizio è proprio questo affinare la tecnica, e devi usare il metodo che facevano usare a me quando facevo i test della patente di guida, non so come funziona oggi, ma all’epoca oltre a studiare dovevi fare i test tutti i giorni, e solo quando non facevi nessun errore ad almeno 10-15 test di fila eri ammesso agli esami, qui dovrai confrontare e verificare le stampe con il tuo quaderno e l’esercizio finisce quando su 24 fotografie, tutte e 24 “vengono fuori” magicamente come le avevi previste tu in precedenza e scritto nell’apposito campo “note-obbiettivo”. perchè 1-2 o 3 foto buone du 24 è botta di culo, 24 su 24 è bravura. e solo dopo 3-4 rullini senza nessun errore puoi dire di aver acquisito la tecnica di base per poter andare avanti nel tuo percorso che FORSE un giorno ti farà diventare un fotografo professionista…(ma chi te lo fa fare?… è un lavoro di merda)

ATTENZIONE!!! c’è un grosso rischio, è quello di navigare a vista, senza metodo e senza un progetto, rischi di non imparare nulla, e spendere soldi inutilmente e disperdere energie per te importantissime… quindi prima di tutto devi seguire un progetto che ti permetta di focalizzare il tuo “allenamento” su una cosa alla volta “step by step” come dicono quelli fighi… per cui il metodo che ti ho appena spiegato è un metodo generale che se sei furbo te lo porterai dietro per tanto.. ma puoi , anzi devi, perfezionarlo. come? riducendo e focalizzando gli obbiettivi (scopi)

quindi col primo rullino ti focalizzarai solo sull’esposizione e MaF solo dopo due rullini perfetti e cioè 100% obbiettivi raggiunti, passerai allo step successivo, e cioè profondità di campo…e così via. ti faccio un elenco per facilitarti le cose e così non pensi troppo.

  1. corretta esposizione al chiuso
  2. corretta esposizione all’aperto
  3. controluce e situazioni di luce difficili, luci contrastate o notturni(non buio che è un casino)
  4. bracketing
  5. MaF e PdC con soggetti su più piani
  6. MaF su soggetti in movimento
  7. composizione che vedremo al capitolo successivo…

puoi anche aggiungere step tu…togliere no… non ti serve…

mi raccomando non barare…e passa al livello successivo solo dopo aver appreso la tecnica precedente, è come andare in bicicletta non lo dimentichi più, e quando prenderai la tua reflex o ML digitale che ti comprerai fra un pò e incontrerai a scuola i bulli con al collo la loro reflex del megastrore, dopo questo allenamento gliela farai vedere!!!! la reflex!!