3. l’esposimetro! l’acchiappaluce! (Corso pratico di fotografia dalla A alla Z)

copertina FB(il rosso sei tu. il nero sono io)

a differenza di guere stellari del precendente articolo, che mi ha sempre fatto schifo, gostbuster è un film da sballo, certo non è un concentrato di cultura, ma l’ho visto in piena adolescienza e….e…..eh….quanti ricordi…

riassunto dei capitoli precedenti:

cap.1

  • hai risparmiato un sacco di soldi che altrimenti avresti buttato in reflex giocattolo che non servono a nulla.
  • ti sei tolto dalla testa tanti preconcetti inutili e leggende metropolitane sulla moda delle reflex
  • se vuoi fare belle fotografie devi imparare a farle e non sperare che esista una fotocamera che lo faccia al posto tuo.
  • hai scoperto che ci sono tante fotocamere diverse e che permettono usi diversi.
  • hai scoperto che le ottiche sono più importanti dei corpi macchina.
  • devi imparare a fotografare prima di spendere soldi in macchine fotografiche.
  • hai (nel migliore dei casi) comprato una macchinetta a rullino per 4 soldi.

cap.2

  • hai imparato a misurare la luce.
  • hai capito che la tecnologia non ti sostituisce, ma in alcuni casi ti aiuta, in altri ti complica la vita, in altri rompe le palle e basta.

dove ti avevo mollato?
all’esposimetro! ho capito che devo catturare la luce, ho capito con quali strumeti regolarla, e gli stop, ora mi devi spiegare i metodi per misurarla… me ne hai spiegati solo 2. ok! in realtà solo 1, la regola del 16!
l’altro era una bufala.comunque vedo che ti stai impegnando.

allora ripartiamo dal terzo metodo, anzi ripropongo l’ultimo paragrafo altrimenti furbo come sei ti incarti:

dall’articolo precedente:

si ma io come decido la x? cioè chi mi dice che l’esosizione è corretta o meno?come ci arrivo a trovare la corretta esposizione?
in 3 modi:

  1. a cculo! (sconsigliatissimo!)
  2. metodo degli antichi
  3. metodo dei moderni

1. lascia perdere! ti sto prendendo in giro.

2.gli antichi (quelli che facevano i graffiti nelle grotte e si vestivano con le pelli degli animali) usavano il metodo denominato “regola del 16”.

foto scaricata da internet, bella idea ma ha sbagliato a scrivere, velocità dell'otturatore è 1/125s...perchè non hai corretto con photoshop? se lo facevo poi che scrivevo nella didascalia? ah già! giusto.
foto scaricata da internet, bella idea ma ha sbagliato a scrivere, velocità dell’otturatore è 1/125s…perchè non hai corretto con photoshop? se lo facevo poi che scrivevo nella didascalia? ah già! giusto.ma ora pure nelle didascalie fai domande?

la regola del 16 si basa su una teoria tanto bizzarra quanto inappuntabile. qualcuno che non aveva proprio nulla da fare ha fatto delle prove, degli esperimenti secondo il metodo della teorema che insegnano alle scuole elementari.in pratica ha fatto prove sprecando pellicole manco fosse Alberto Kodak, famoso inventore della kodak davvero?? se come no! cercalo su wikipedia. insomma sprecando tanta pellicola e segnandosi i risultati a sentenziato quanto segue: in condizione di luce piena (giornata soleggiata e all’aperto) con una pellicola di sensibilità 100iso, con un tempo di 1/125s e diaframma f16….la pellicola viene esposta correttamente! poi sta al fotografo, valutare la scena, capire se la luce è un pò troppo forte, o se c’è un ombra, foschia, insomma ci si affida all’intuito e si decide se rispetto a questi parametri bisogna dare più luce o meno, secondo il sistema e il meccanismo degli stop che ti ho spiegato prima. ora questo sistema non è infallibile, lascia troppo spazio all’interpretazione personale e alle qualità intellettive del fotografo (sconsigliatissimo per te), lo dimostra che anche chi ha fatto il disegnino sopra si è incartato un pò, le immaginette non sono proprio coerenti col principio(sicuramente la sua reflex è una di quelle che vendono ai megastore) ma tanti anni fa a questo metodo non c’era alternativa non esistevano all’epoca gli esposimetri. esposimetri? che sono? sono il terzo metodo.

LIVE:
3.
nella tua macchinetta nascosto in un posto segreto c’è l’esposimetro! questo aggeggio misterioso è “collegato” ai tre parametri della tua macchinetta,(tempi-diaframmi-iso) lui sa sempre come sono impostati, lui sa tutto!…e con un sistema diabolico riesce a misurare la luce e dirti che parametri impostare per avere una corretta esposizione.
wow! che bello quindi io non devo fare niente! non devo pensare, mi dice tutto lui! no! lui ti avverte solo se la luce è poca o è troppa, che poi tecnicamente i PHOTOGRAPHER definiscono sottoesposta (foto troppo scura) o sovraesposta (foto troppo chiara) poi tu, regolerai i tre parametri per far combaciare tutto, e quando avrai capito le varie differenze tra usare un tempo lento piuttosto che uno veloce, una sensibilità alta o bassa, una diaframma chiuso o aperto, sarà un divertivento usare l’esposimetro per fare le tue prove e sperimentare le diverse differenze provocate da questi cambi.
ma come mi avvisa l’esposimetro? ti manda un sms
(era una battuta! non ditelo a sony che domani ce lo mette come funzione shock sulla a7IIs!)
sull’esposimetro si può parlare parecchio, tra l’altro ci sono anche tanti metodi diversi per misurare la luce e che danno risultati diversi. tu per ora concentrati principalmente con il più diffuso e comune che si chiama “media con prevalenza al centro” che significa che l’esposimetro fa una media di tutta la luce ma a te conviene sempre puntare il centro dell’inquadratura verso la zona che ti interessa esporre correttamente. ti potrebbe capitare una scena tipo questa:

la famosa cavallina storna di carducci...fu chiamata così perchè storna fu la foto che il fotografo sbagliò! sto scerzando! era pascoli non carducci!...e la foto non c'entra nulla questa era su internet.
la famosa cavallina storna di carducci…fu chiamata così perchè storna fu la foto che il fotografo sbagliò! sto scerzando! era pascoli non carducci!…e la foto non c’entra nulla c con la poesia…questa era su internet.

presumo che l’autore di questa foto l’abbia voluta così.in pratica cosa è successo? qui la scena presenta zone di luce e zone di buio con una differenza molto marcata. quindi se si punta l’esposimetro verso il sole e si regola la corretta esposizione il cavallo che è in contro luce e non rflette nessuna luce e sta in ombra risulta nero!(i “PHOTOGRAPHERS” dicono “ombre chiuse”….ma andassero a fancu…)se invece l’autore avesse puntato l’esposimetro verso il cavallo e regolata la corretta esposizione su di lui, il cavallo sarebbe venuto esposto correttamente e si vedrebbero tutti i colori e i dettagli dell’equino, il cielo li dietro invece sarebbe risultato bianco o molto chiaro e con pochi dettagli. tutto sto popò di roba per dire che: è importante dove punti l’esposimetro. ma torniamo a come capire come ci comunica l’esposimetro. parto con una carrellata di un pò di immagini di vari mirini presi da internet, ma ricordandoti una cosa importante che forse ti scioccherà, se compri una macchina fotografica, leggi il manuale di istruzioni, che c’è scritto tutto!

questo è il mirino della reflex che ti ho consigliato all'inizio. è abbastanza moderna, ha le lucette, il pallino verde indica la corretta esposizione, il segno meno rosso che è un pò sotto esposta(buia) funziona solo con le batterie, con le batterie scariche...regola del 16!
questo è il mirino della reflex che ti ho consigliato all’inizio. è abbastanza moderna, ha le lucette, il pallino verde indica la corretta esposizione, il segno meno rosso che è un pò sottoesposta(buia) funziona solo con le batterie, con le batterie scariche…regola del 16!
qui c'è pure la più! è un sistema molto comune.
qui c’è pure la più! è un sistema molto comune atante reflex anni 80 che costano poco.
qui la cosa comincia a farsi complicata, è una fotocamera moderna , (a occhio direi nikon e digitale) qui l'esposimetro è indicato sulla sinistra, lo scopo è portare quei "segnetti" verdi a 0. qui senza batterie non funziona nemmeno il pulsante di scatto.
qui la cosa comincia a farsi complicata, è una fotocamera moderna , (a occhio direi nikon e digitale) qui l’esposimetro è indicato sulla sinistra, lo scopo è portare quei “segnetti” verdi a 0. qui senza batterie non funziona nemmeno il pulsante di scatto.
questo è un display (credo canon) anche qui si vede l'esposimetro...è quello a destra della lettera "M" con quei numeretti che indovina....sono gli stop, qui misura due stop sopra e due stop sotto.
questo è un display (credo canon) anche qui si vede l’esposimetro…è quello a destra della lettera “M” con quei numeretti che indovina….sono gli stop, qui misura due stop sopra e due stop sotto.
il mitico mirino della om1 olympus (si capisce che sono un tifoso sfegatato di olympus?) qui è un sistema senza batterie. funziona sempre! anche sotto la neve o nel deserto (l'ho sperimentato) come si evince dall'immaginetta si regolano i parametri fino a mettere al centro quella lancetta, come al solito semplice è meglio!
il mitico mirino della om1 olympus (si capisce che sono un tifoso sfegatato di olympus?) qui è un sistema senza batterie. funziona sempre! anche sotto la neve o nel deserto (l’ho sperimentato) come si evince dall’immaginetta si regolano i parametri fino a mettere al centro quella lancetta, come al solito “semplice è meglio!”

quindi il tuo lavoro consiste nel:

  • prima di tutto decidere con saggezza dove puntare l’esposimetro, in base a quello che vuoi fare che per ora sarà solo ed esclusivamente far in modo che le foto non siano ne troppo chiara ne troppo scura. usando un termine scientifico: “la foto quando esce bene!”  il nostro obbiettivo in questa fase è solo ed esclusivamente la corretta esposizione!
  • tenere un occhio agli indicatori dell’esposimetro
  • e contemporaneamente armeggiare sui tre parametri (iso-diaframmi-tempi) fino a far andare gli indicatori dell’esposimetro nella posizione della corretta esposizione.
    NB. non l’ho scritto prima, se hai una fotocamera diversa che contempla la possibilità di scegliere alcune modalità automatiche, disattivale! (leggi il manuale)e seleziona la modalità manuale indicata di solito (sempre) con una bella lettera “M” grande come una casa. userai questa modalità e solo questa per i primi mesi.in manuale vengono meglio le foto? la usano i professionisti? no per niente! la devi usare perchè ti permette di imparare meglio e più velocemente rispetto le modalità automatiche.

e ma tutta sta roba con quante mani la devo fare? io ne ho solo due.ma va? ecco perchè ti dico che i comandi devono essere a portata di mano, e le entrylevel dei megastore non valgono una cippa. con questa ce la fai. il 5° capitolo ti spiego come tenerla in mano…(la reflex).

visto che ci sei, mi spieghi gli altri tipi di esposimetri quali sono? ora mi costringi ad una mappazza di teoria pesante sia da leggere che da scrivere e nemmeno ti serve.
se vuoi sapere scientificamente come sono fatti, vai su wikipedia, ma cerco di essere breve e “circonciso”

per sommi capi la questione è questa.gli espisometri sono di due tipi:

  1. quelli interni; nascosti nella fotocamera e di cui stiamo parlando.
  2. quelli esterni; sono aggeggi che fanno lo stesso lavoro di quelli interni, ma sono in un “involucro” a parte, hanno varie forme, e di solito li usano o chi non ha l’esposimetro nella fotocamera (se quella che compri su ebay è una fregatura e ha l’esposimetro rotto, ti tocca comprarne uno….o “regola del 16”) oppure nel campo professionale, alcuni sostengono siano più precisi, e forse hanno ragione…io non li uso mi accontento di quello della fotocamera.
    esposimetro esterno moderno in azione, fa anche il caffè, premi un bottone e ti escono i parametri che devi impostare.
    esposimetro esterno moderno in azione, fa anche il caffè, premi un bottone e ti escono i parametri che devi impostare.

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    esposimetro antico…fa le stesse cose, ma in maniera più “agricola”

poi un altra differenza che si fa è tra quelli che lavorano per luce riflessa o per luce incidente.

in due parole (in TEORIA) quelli che funzionano con luce riflessa presentano dei problemi, e sono considerati meno attendibili, es: un soggetto scuro….come un gatto nero, darà valori più bassi rispetto a quelli reali perchè il gatto, in quanto non lucido e nero, tende ad attrarre la luce e non rifletterla, quindi la riflessione di cui ha bisogno l’esposimetro ne risente (che spiegazione scientifica). mentre gli esposimetri a luce incidente non hanno questo problema e quindi “non sbagliano” e nella pratica?.nella pratica tante “pugnettte”. considerando che tutte le fotocamere usano un esposimetro a luce riflessa:

  • su 2 mila foto quanti gatti neri in pieno sole ti capita di fotografare e che prendono tutto il fotogramma?
  • questa percentuale, giustifica portarti appresso un aggeggio che occupa spazio, pesa, e rallenta le operazioni?
  • una volta che lo sai, tenerne conto e sovrasporre un pochino preventivamente è un operazione impossibile?
  • nell’era digitale e i miracoli che si possono fare in postproduzione ne vale la pena?
  • milardi di fotografi super professionisti professionaliche non lo usano…sono fessi? sbagliano le foto?

certo questo discorso non vale per i professionisti di moda o di still life, loro hanno il tempo, la roba è li, non se la portano appresso e fanno bene a curare ogni singolo dettaglio. ma tu non sei un professionista, anche se so che hai scritto “photographer” sul tuo profilo facebook. confessa!! ma…veramente…..io….lascia stare va!
ci sono anche fotoreporter che se lo portano dietro…per me è superfluo. mi permetto una metafora di F1 “immagina di gareggiare in F1, hai una 500 vecchio tipo, non superi i 100k/h e ti lamenti di non avere la telemetria”. tu sei la 500, e pensi di poter battere i super fotografi professionisti professionali (le F1) con l’esposimetro (telemetria). fai il serio!

ma parliamo di cose che possono interessare un novellino come te.

la tua reflex in alcuni casi (quelle più fighe) ti permette di decidere preventivamente tra diversi tipi di misurazione.

molte fotocamere ne hanno 3, alcune 4, 2 sono comuni a tutte:

  • lettura media con prevalenza al centro
  • lettura spot

la prima te l’ho già spiegata, ma conoscendoti te la ripeto in maniera “pratica” usando termini molto poco professionali, ma io sono un “photographer” fake, non true.

tu hai l’occhio nel mirino e se hai preso una vecchia carretta come ti ho consigliato io vedrai questo o una cosa simile, e avrai solo questo sistema di lettura, quindi impara ad usarlo.

qui c'è pure la più! è un sistema molto comune.
l’aggeggio al centro si chiama stigmometro…è una figata che le reflex del megastore non hanno. te lo spiego nel prossimo capitolo.

quando inquadrerai la tua scena, che sia una persona, il gatto nero di prima, un panorama, devi scegliere un punto che per te è essenziale che venga esposto correttamente e tinitelo a mente, con questo sistema di lettura i “sensori” (fotodiodi direbbero quelli “true”) dell’esposimetro sono un pò in giro per il mirino in modo tale da ricoprire tutta l’aria o quanto meno la maggior parte, ma (lo dice il nome) al centro ce n’è qualcuno in più, dando importanza e priorità a quelli al centro in corrispondenza di quel coso della foto qui sopra. quindi tu, prima di fare la tua bella composizione della foto per emulare cartier bresson e giocare di giometrie, devi puntare il centro della tuo mirino, nel punto che tu ritieni importante, rimani fermo, regoli i tre parametri(con questa due, la pellicola non permette di regolare gli iso, quindi solo tempi e diaframmi) e solo dopo quando hai raggiunto la corretta esposizione comporrai la foto e scatterai, ovviamente è molto probabile che spostando l’inquadratura il tuo esposimetro ti avviserà che la luce cambia, tu non avere paura, una volta impostati i parametri per il punto che tu ritenevi importante, anche se ti sposti e se l’esposimetro “si lamenta” la foto verrà esposta come tu hai deciso! e cioè con quel punto esposto correttamente.

la lettura spot, invece è molto simile alla prima ma con una sottile differenza: c’è solo un “sensore” o un piccolo gruppo tutti concentrati in una area piccolissima(in alcune fotocamere puoi deciderne anche la posizione). quindi riprendendo ad esempio la foto del cavallo di prima.

la famosa cavallina storna di carducci...fu chiamata così perchè storna fu la foto che il fotografo sbagliò! sto scerzando! era pascoli non carducci!...e la foto non c'entra nulla questa era su internet.
o cavallino, cavallino in controluce, volevi tornare a casa, ma finisti sulla croce….era così la poesia?

puntando sul cavallo, se con la media con prevalenza al centro l’esposimetro darà molta importanza al cavallo ma terrà in considerazione anche la luminosità del cielo, e vista la differenza tenderà a tenersi di un mezzo stop, forse 1 più basso, con il risultato che il cavallo verrà esposto bene ma non benissimo, per garantire un pò di dettagli sul cielo, che sarà sempre molto chiaro ma non compleamente bianco o bruciato…. la lettura spot se ne frega, lei ti dice: “tu mi hai puntato qua! e io qua leggo! se non lo sai tu quello che devi fare vuoi che lo sappia io che sono solo un sensore…ma nemmeno quello visto che è fakephotographer che mi chiama così, io pensavo di essere un fotodiodo!” discorso tra l’altro tanto ignorante quanto coerente e inappuntabile. il risultato in questo caso con la lettura spot sarà impietoso, cavallo esposto bene, e cielo tanto chiaro forse bruciato.
e quindi quale mi conviene usare? dipende. l’obbiettivo è sempro lo stesso, tu devi sapere e conoscere, poi decidi tu sul campo, sto cielo ti interessa o no? o ti interessa il cavallo? chi l’ha scattata qui secondo me, ha potuto tranquillamente usare entrambe le letture, ha esposto sul cielo per ottenere questo risultato. ora, nel nostro caso, il cavallino di giovanni pascoli è un soggetto molto grande, e se fosse stato un piccolo fiore? con la media e prevalenza al centro c’era anche il rischio che i sensorini dell’esposimetro non si accorgessero nemmeno della sua esistenza, e quindi tu convinto di “esporre” sul fiore, ti trovi una lettura perfetta del cielo e il fiore te lo ritrovi in siluette come il nostro cavallino. diaciamo che la media con prevalenza al centro è “di solito” più veloce e sbrigativa, più indicata a scene ampie o soggetti che ricoprono l’intero fotogramma (panorami, ritratti stretti, luci tenue), mentre la spot è più lenta da utilizzare richiede più attenzione, ed è indicata più ad un lavoro selettivo ma….ma anche no! vale anche il contrario!
è secondo me una questione di praticità e confidenza, provale tutte ma poi usa quella che ti permette maggior confidenza e feeling. io ad esempio uso sempre la spot. anche se faccio foto “larghe”, prima di comporre l’inquadratura decido come voglio che venga la foto, la voglio sottoesposta con tante parti nere e ombre chiuse (come dicono quelli fighi)? punto il mio spot verso la zona più chiara. voglio una foto sovraesposta, cerco il punto più scuro, voglio una foto neutra, ad occhio punto su un punto che secondo me sta a metà(ho un occhio molto allenato) e tutto questo mi impegna pochissimi secondi, con tre o quattro di solito ce la faccio.come vedrai più avanti, ci sono anche altri metodi di lettura che promettono di fare questi calcoli al posto mio, ma io oltre a preferire questo metodo perchè sono un malfidato e non mi fido delle macchine, lo preferisco perchè mi permette di avere un controllo totale e assoluto sulla foto, lo stesso controllo totale e assoluto che vorrei che tu imparassi e che con le reflex entrylevel dei megastore non avresti mai. e io infatti ti consiglio in questa fase, fino a che non prenderai la tua strada di usare questa, se la carretta da 30 euro non c’è l’ha per ora va bene la media con prevalenza al centro.

poi c’è tutta una serie di letture nei quali i produttori si sono sbizzarriti, c’è la valutativa, la riflessiva, quella a nido d’ape, quella a tana di betulla, poi nell’era della fantascienza sono arrivati la lettura matrix e la lettura blade runner!
ognuno di loro sostiene: “come la nostra nessuno mai nella storia”, per me sono tutte uguali, ci sono poi certi esposimetri di certe fotocamere che funzionano bene e altri meno… in pratica in questi metodi, il mirino è tempestato di fotodiodi intelligenti in zone assolutamente strategiche e segrete (come se quando hanno prodotto la fotocamera a osaka in giappone, sapevano già cosa avresti inquadrato tu a torvaianica 6 anni dopo) e pormettono di darti sempre una lettura perfetta!………………………………………………….sono scettico!

ragioniamo un pò ritorniamo al cavallino e aggiungiamo qualche dettaglio tecnico.
la “luminosità” della luce noi “super fotografi professionisti professionali” la misuriamo in “ev”.
se quel cielo col sole calante ti riflette  (ipotizzo) 14ev e il cavallino storno 3ev…. questa supermega misurazione come fa a esporre correttamente?? cioè, cosa fa? cambia la percezione della realta? è un semplice misuratore di luce! e misurerà che da una parte vengono 14 ev, e da un altra 3….e quindi che fa? forse si inventa un diaframma intermedio? non fa niente! semplicemente prende una decisione al posto tuo sperando che tu sia più scemo di lui e che sia un tipo che fotografa a cazzzo senza sapere nulla e che spera che la macchina faccia il miracolo al posto tuo… (scemo più scemo?) lui semplicemente con innumerevoli algoritmi decide per te e pensa di interpretare il tuo pensiero e i tuoi gusti…è questo quello che vuoi? in questa scena è impossibile esporre correttamente sia il cavallo che il cielo(post produzione esclusa) , quindi bisogna scegliere o l’uno o l’altro o una via di mezzo….non vale la pena fare da soli a questo punto??? non ti conviene pensare un attimo, prenderti due minuti e decidere tu cosa vuoi esporre correttamente e quale effetto artistico vuoi dare alla tua foto secondo i tuoi gusti estetici e artistici? queste modalità le trovo indicate per le classiche foto istantanee del compleanno del tuo cane, o dei culi di gallina che si vedono nei profili facebook. sicuramente non aggiungono nulla alla tua foto, hanno solo la presunzione di sapere cosa ti piace e cosa vuoi… o magari sono utilissimi per cogliere una foto al volo perchè non hai tempo di pensare e tempo da dedicare a misurazioni esposimentriche. ma ti faccio una domanda…se la fotografia è un hobby, e non hai tempo tempo da dedicare ad essa…ma perchè non ti dai all’ippica? perchè l’ippica richiede ancora più tempo! giusto! a questo giro mi hai fregato! ma ci siamo capiti…niente viene fatto bene se non gli si dedica il giusto tempo, non farai mai belle foto se non dedicherai il giusto tempo allo studio e la preparazione della singola foto, così come se non dedichi il giusto tempo alla pratica e allo studio della fotografia, dell’arte e dei fotografi…

ma il libretto della nikon di mio cuggggino che ce l’ha “tanta” dice che con quel sistema basta che punti e scatti e la foto esce bene! tu e tuo cugino siete due caproni! se fai così ogni foto la farà la nikon di tuo cugino e non tu, e quando andrai con tuo cugino con la stessa reflex comprata al megastore davanti a un soggetto e farete tutti e due una foto….farete due foto uguali, e chi deciderà tra voi due chi ha fatto la foto più bella se la reflex e la stessa e avetre fatto decidere tutto a lei? allora come si fa se usiamo solo gli automatismi a decidere chi fa foto migliori di altri? trasformiamo la questione solo a chi ha la fotocamera più performante del mondo? e perchè alcuni miei colleghi che fanno cerimonie fanno servizi completi con fotocamere vecchie e attaccate con lo scotch e fanno foto molto più belle degli invitati che hanno leica da 10mila euro o nikon d4s che manco un safari? come mai all’ultimo world press photo è stato premiato un reportage scattato con una compatta e non hanno vinto solo quelli che usavano la non plus ultra full optional delle macchinette? forse perchè il fotografo fa la differenza e fa le foto e non le reflex?….pensaci!

schemino grafico che rende un pò l'idea dei vari tipi di "schemi di lettura" e non credo servano spiegazioni per sottolineare l'inutilità della lettura qui definita parziale.
schemino grafico che rende un pò l’idea dei vari tipi di “schemi di lettura” e non credo servano spiegazioni per sottolineare l’inutilità della lettura qui definita “parziale”.cosa fa che non può fare la spot??? boh!

nel prossimo capitolo ultimi fondamentali e poi passiamo alla pratica.

continua…..