2.Conosciamo la nostra prima reflex fatta di luce!(Corso pratico di fotografia dalla A alla Z)

(il rosso sei tu. il nero sono io)

che titolo! manco fosse la spada di obi one kenobi

sorvolo su guerre stellari uno dei film più idioti della storia che abbia mai visto nella mia vita, del mondo, per sempre, una cosa guarda che non so come dire non mi piace proprio a capì? e torniamo alla fotografia.

riassunto dei capitoli precedenti:

  • hai risparmiato un sacco di soldi che altrimenti avresti buttato in reflex giocattolo che non servono a nulla.
  • ti sei tolto dalla testa tanti preconcetti inutili e leggende metropolitane sulla moda delle reflex
  • se vuoi fare belle fotografie devi imparare a farle e non sperare che esista una fotocamera che lo faccia al posto tuo.
  • hai scoperto che ci sono tante fotocamere diverse e che permettono usi diversi.
  • hai scoperto che le ottiche sono più importanti dei corpi macchina.
  • devi imparare a fotografare prima di spendere soldi in macchine fotografiche.
  • hai (nel migliore dei casi) comprato una macchinetta a rullino per 4 soldi.

ora:

una reflex può avere diverse forme e dimensioni, ma nella sostanza è fatta così:

foto presa da internet, chi l'ha fatta l'ha fatta bene, si capisce tutto benissimo, soprattutto come è molto più semplice capire com'è fatta una reflex, e come la posizione dei comandi delle reflex vendute nei megastore, sia forviante e non dia l'idea di come funzioni davvero una reflex.
foto presa da internet, chi l’ha fatta l’ha fatta bene, si capisce tutto benissimo, soprattutto come è molto più semplice capire com’è fatta una reflex, e come la posizione dei comandi delle reflex vendute nei megastore, sia forviante e non dia l’idea di come funzioni davvero una reflex. tienila sempre presente perchè rende tutto facilissimo da capire.

ti avevo lasciato con il consiglio di acquistare questa reflex o una simile.
quella cosa strana vicino alla rotellina in alto è una leva di trascinamento della pellicola, significa che devi trascinare la pellicola prima di ogni scatto. ci sono anche reflex a pellicola, più moderne con il motorino che somigliano anche delle digitali. vanno bene anche quelle, ma non spendere un patrimonio. la userai un paio di settimane massimo un mese.

io ho iniziato col modello vecchio di questa qua. ha tutto, con meno di 30 euro la compri su ebay, ed è perfetta per imparare!
io ho iniziato col modello vecchio di questa qua. ha tutto, con meno di 30 euro la compri su ebay, ed è perfetta per imparare!

l’hai presa? si ma la reflex del megastore c’aveva lo zoom, tanti bottoni la funzione dhrs27…
lascia perdere e stai zitto! tutte cose che non servono. prima di farti conoscere la reflex ti faccio una bella lezione di fotografia gratis e tutta pratica. alcuni principi fondamentali.

tu stai in giro con la tua reflex e punti verso un nano da giardino e girandoti verso mammina che ti guarda tutta orgogliosa e fiera di te, tu tutto eccitato urli “mamma! mamma! guardami! sto fotografando il nano!” falso!

tu non stai fotografando il nano, ma stai fotografando la luce che il nano riflette, perchè la fotografia è luce! e tutto gira attorno a questa luce. la bravura tecnica di fare le fotografie sta nel riuscire a catturare questa luce.

ok adesso vado e la prendo tutta! no! mamma mia non ne azzecchi una!
non la devi catturare tutta, devi prendere la giusta quantità. cioè la luce entra nella fotocamera attraverso l’obbiettivo e va a sbattere sulla pellicola o sensore, e la luce va dosata, cioè bisogna fare in modo che la luce che va a sbattere sul sensore/pellicola sia giusta affinchè la foto sia bella, troppa luce: la foto viene chiara , poca luce: viene scura. devi regolare la giusta quantità di luce e il tempo giusto nel quale la pellicola/sensore venga esposta alla luce. esposta è un termine chiave, infatti tutto viene riassunto con il termine ESPOSIZIONE, lo scopo è trovare la “corretta esposizione” .

wow! e come faccio? devi mettere una mano davanti alla fotocamera e toglierla dopo aver contato fino a 10 e recitato 3 ave maria…

scherzi a parte, ogni macchinetta, ha 3 “aggeggi” che permettono di regolare i 3 parametri per ottenere in base alla luce che viene riflessa di volta in volta la corretta esposizione.

i parametri da decidere sono:

  • la quantità della luce
  • il tempo che la pellicola/sensore viene esposta alla luce
  • sensibilità della pellicola/sensore

questo 3 parametri si regolano rispettivamente attraverso 3 “aggeggi” che ne permettono la regolazione:

  • ghiera dei diaframmi
  • selettore dei tempi
  • selettore della sensibilità iso.

si ma è troppo difficile con la reflex del megastore era più facile! taci capra! con questa è più facile, queste cose sono presenti anche in una entry level Canon e Nikon di cui abbiamo già parlato, solo che queste cose non si vedono rendendo più difficile l’apprendimento delle dinamiche ad esse associate.

come potete vedere è tutto sott'occhio, tutto visibile e tutto a portata di mano. qui il selettore della sensibilità è un pò sacrificato perchè nelle reflex a pellicola la sensibilità si selezionava solo quando si inseriva il rullino, e non si poteva cambiare. nelle digitali invece la si può cambiare prima o dopo ogni foto.
come puoi vedere è tutto sott’occhio, tutto visibile e tutto a portata di mano. qui il selettore della sensibilità è un pò sacrificato perchè nelle reflex a pellicola la sensibilità si selezionava solo quando si inseriva il rullino, e non si poteva cambiare. nelle digitali invece la si può cambiare prima o dopo ogni foto.

mentre in una qualsiasi entry level comprata al megastore nessuno di questi selettori è visibile, rendendo il loro utilizzo meno intuitivo e stimolante, e quindi incentivano a usare gli automatismi.

dov'è la ghiera dei diaframmi? dov'è la ghiera dei tempi? da dove si seleziona la sensibilità? l'unica ghiera visibile è quella delle modalità. addirittura per selezionare le sensibilità si deve entrare e girare tra le voci del menù, immaginate come è pratico farlo durante una foto ad un soggetto che si sta muovendo o una luce che sta scomparendo.
dov’è la ghiera dei diaframmi? dov’è la ghiera dei tempi? da dove si seleziona la sensibilità? l’unica ghiera visibile è quella delle modalità. addirittura per selezionare le sensibilità si deve entrare e girare tra le voci del menù, immaginate come è pratico farlo durante una foto ad un soggetto che si sta muovendo o una luce che sta scomparendo.

ok! ma se fa tutto in automatico la reflex non è meglio? è meglio come una banana in un orecchio!
più avanti capirai.

ora ricapitoliamo un pò, devi dosare la luce, e lo devi fare attraverso questi 3 parametri per ottenere una corretta esposizione.

ora ti spiego sommariamente che sono e come funzionano i 3 parametri.

ghiera dei diaframmi.
Il diaframma è un insieme di lamelle che stanno dentro all’obbiettivo, formano un cerchio, e agendo sulla ghiera questo cerchio si allarga o restringe permettendoci quindi di dosare la quantità della luce che arriva sul sensore.

tra i tanti disegnini che c'erano su google ho scelto questo, molto semplice e da l'idea non sono di come è fatto il diaframma, ma anche la relazione tra i numeretti che ci stanno sulla ghiera. cosa importantissima, sia quando si usa, ma soprattutto quando si sceglie la fotocamera.
tra i tanti disegnini che c’erano su google ho scelto questo, molto semplice e da l’idea, non solo di come è fatto il diaframma, ma anche la relazione tra i numeretti che ci stanno sulla ghiera. cosa importantissima, sia quando si usa, ma soprattutto quando si sceglie la fotocamera.

è importante che noti che i numeretti più sono piccoli(numero basso nella foto è f2) più permettono di far entrare luce.(f è una specie di unità di misura, quando hai un ottica in mano con tutti quei numeretti se c’è una “f ” davanti significa che indica l’apertura massima di quell’ottica….questa è una cosa molto importante…non i megapizze)
ricordi lo schemino che ho inserito nell’articolo precedente (quale reflex scegliere? Nikon o Canon)dove ti spiegavo che l’ottica è più importante del corpo macchina? si.perchè?guarda il numerino sull’ottica della reflex che ti ho consigliato io. f1.9. ti può capitare anche una reflex con un numero ancora più basso, di solito f1,8 o f1,4. guarda invece il numerino più basso che trovi sulla nikon che ho postato sopra. 18-55.idiota! quello è la focale…il numeretto è 3,5-5,6, che significa che con la focale 18mm il massimo di apertura che puoi avere è 3,5, e man mano che ti avvicini a 55, arrivi a f5,6….UNA MISERIA! guarda nello schemino qua sopra quanta luce perdi! ed è meglio o peggio di 1,9?questo è uno dei pochi casi in cui è assolutamente meglio! cosa cambianella pratica? solo che entra più luce?aldilà di tante considerazioni che si possono fare, il fatto che entri più luce significa che con la tua reflex che hai pagato 600 dddollari(metto tante “d” per dare un accento siculo-americano) hai molte probabilità che le tue foto con poca luce vengano o scure, o mosse! mentre con quella da 20-30 euro no! in più mettici che l’ottica fissa 50mm, è un ottica definita “standard” per diversi motivi, uno dei quali è perchè ha uno schema ottico molto semplice, ed è molto difficile trovarne uno con lenti di qualità schifosa come invece sono quelle cose di plastica zoom vendute con le reflex “accatta e poi ti freghi!”. in pratica la ghiera dei diframmi è la rottellina che ti permette di variare A TUO PIACIMENTO il diaframma da impostare sulla tua foto. era ovvio ma l’ho specificato perchè non mi sembri tanto sveglio. si è vero grazie!

ghiera dei tempi.
la ghiera dei tempi agisce sull’otturatore. cioè imposta il tempo che l’otturatore impiega per “scoprire e ricorpire il sensore o la pellicola. e l’otturatore cosa è?. l’otturatore è “di solito” un meccanismo che regola delle tendine, che scorrono davanti al sensore/pellicola, immagina……immagina…un orologio….immagina ….il disegno qui sotto.

sono all'estero, l'ho presa da internet e meglio non ne ho trovate e quindi ti becchi le scitte. fotocamera ha pellicola col coperchio aperto, il buco che vedete è quello dato dall'otturatore completamente aperto, che quindi permette il passaggio della luce.
sono all’estero, l’ho presa da internet e meglio non ne ho trovate e quindi ti becchi le scitte. fotocamera a pellicola col coperchio aperto, il buco che vedete è quello dato dall’otturatore completamente aperto, che quindi permette il passaggio della luce.
qui in questa fotocamera sempre a pellicola con il coperchio aperto, l'otturatore è a riposo quindi chiuso, e non passa la luce.
qui in questa fotocamera sempre a pellicola con il coperchio aperto, l’otturatore è a riposo quindi chiuso, e non passa la luce.
questo è un primo piano dell'otturatore...non è indispensabile vederlo...ma sapere è sempre meglio di non sapere.
questo è un primo piano dell’otturatore…non è indispensabile vederlo…ma sapere è sempre meglio di non sapere.

ora guarda la reflex che ti ho fatto comprare, l’otturatore si regola attraverso la rotellina con tutti quei numeri. qui metto un dettaglio.

tutti queti numeretti sono i tempi. 1 corrisponde ad 1 secondo(tempo necessario per far partire l'apertura dell'otturattore, l'apertura completa fino alla chiusura completa), 2 sta per un 1/2 secondo, 15=1/15esimo ecc, fino a 1/2000esimo. va da se che 1/2000esimo è un tempo velocissimo e che espone la pellicola/sensore a pochissima luce, mentre 1, è un tempo lento e che permette un esposizione della luce maggiore. è ovvio, ma con te non si sa mai.
tutti queti numeretti sono i tempi. 1 corrisponde ad 1 secondo(tempo necessario per far partire l’apertura dell’otturattore, l’apertura completa fino alla chiusura completa), 2 sta per un 1/2 secondo, 15=1/15esimo ecc, fino a 1/2000esimo. va da se che 1/2000esimo è un tempo velocissimo e che espone la pellicola/sensore a pochissima luce, mentre 1, è un tempo lento e che permette un esposizione della luce maggiore. è ovvio, ma con te non si sa mai.

quindi oltre a regolare i diaframmi attraverso la ghiera, devi di conseguenza regolare anche i tempi.

sensibilità iso.
non ci vuole uno scenziato. la sensibilità iso è una caratteristica intrinseca della pellicola o del sensore.e cioè se la sensibilità (ISO è il termine di riferimento) è alta, significa che il sensore/pellicola è più sensibile alla luce quindi ne serve molta di meno, rispetto ad una con un valore ISO basso.di solito si parte da 100 e si arriva a 1600 per le pellicole, per i sensori è diverso.
diverso come?con le pellicole, la sensibilità è un valore statico. non è modificabile, quindi se compri una pellicola 100iso, dovrai finire e scattare tutto il rullino con questa sensibilità.(quindi scegli bene) con le digitali, il sensore può variare la sensibilità in qualsiasi momento.agendo sui menù, quando compri una patacca come quelle dei megastore, o sull’apposito pulsante o ghiera quando compri qualcosa di decente.

questa è una digitale, fatta come si deve e costa tanto, ha ghiere ovunque, qui con un pò di postproduzione è tutto sfocato tranne la ghiera che varia la sensibilità per fartela vedere meglio.
questa è una digitale, fatta come si deve e costa tanto, ha ghiere ovunque, qui con un pò di postproduzione è tutto sfocato tranne la ghiera che varia la sensibilità per fartela vedere meglio. è sulla sinistra l’hai capito?

con la tua nuova reflex a pellicola l’operazione è più macchinosa, ma la farai una sola volta tra un rulino e l’altro.in pratica come puoi vedere sia sulla foto grande, che sul dettaglio della ghiera dei tempi qui sopra, c’è una finestrella che indica il valore iso impostato, se prendi la ghiera dei tempi per le mani e la sollevi, girandola non varierai i tempi ma la sensibilità. leggi sul rullino la sensibilità (ISO) scritta sulla confezione e seleziona quella.

ok! ho capito come catturare la luce, ma come decido la quantità giusta? c’è una formula? si certo! una formula magica, devi recitare per due ore questo mantra: “onesonouncogli-onesonouncogli-onesonouncogli” e poi sacrificare il tuo figlio maschio e una capra (tu non vali) al dio lucertola! davvero? sei proprio un allocco!
allora devi trovare la giusta combinazione tra i 3 parametri es: iso 200, 1/60s, f2.8….ma attenzione! non esiste una sola combinazione esatta per la corretta esposizione. ma possono essere tante. questo schemino forse ti può aiutare.

non ci sono più gli schemini di una volta. comunque qui si dovrebbe capire.
non ci sono più gli schemini di una volta. comunque qui si dovrebbe capire.

guarda lo schema qui sopra. qui si da per inteso che il valore della sensibilità rimane fisso. in questa simulazione si indica con la “x” la corretta esposizione. le linee con le frecce di tre colori diversi indicano tre possibili coppie tempo/diaframma che si possono utilizzare per ottenere la corretta esposizione.in questo caso specifico si ottiene una corretta esposizione con 1/30s-f11 (verde) o 1/60s-f8 (rosso) o 1/125s-f5,6 (blu)…ma si può andare avanti all’infinito ad esempio 1/4s-f32, l’importante è che si salga o si scenda dello stesso numero di scatti sia dei tempi che dei diaframmi. e questo introduce al concetto di stop. ti faccio un esempio pratico: se la corretta esposizione è 1/60s-f8, variando il tempo da 1/60s a 1/125s lasciando a f8 il diaframma la tua foto sarà più scura di 1 stop! piu scura?più scura perchè 1/125s è un tempo più veloce rispetto a 1/60s, quindi il tempo che il sensore o la pellicola rimane esposto alla luce è minore. ricordati che qui si analizza solo le variabili tempi/diaframmi e tenendo fissa la sensibilità che nelle digitali può essere variata a piacimento. quindi ti metto un altro schemino:

bello sto schemino!
bello sto schemino!

nello schema sopra sono indicate anche gli “iso” ti ricordi che indicano? indicano la sensibilità del sensore o della pellicola! bravo! continua così!. qui si vede bene come ogni passaggio di un livello su o giù è chiamato stop, e va sempre riequilibrato per avere la corretta esposizione.
quindi riassumendo e inserendo anche la sensibilità. se la corretta esposizione è come nel caso precedente 1/60s-f8-iso100 si può aumentare di 1 stop la sensibilità e portarla a 200 per avere più luce, contemporanemanete abbassare di 1 stop il tempo a 1/125s e ottenere sempre una corretta esposizione. nella tebbella sopra sono indicati i valori standard, le ultime fotocamere digitali permettono variazioni di 1/3 di stop, tienine conto.ma perchè cambiare se
l’esposizione è sempre corretta? perchè a parità di corretta esposizione, usando un diaframma rispetto ad un altro cambia diverse cose nel risultato della foto, così come per i tempi e per la sensibilità, variare serve per scegliere la sensibilità, il tempo e il diaframma più giusto per ottenere il diverso effetto che si desidera, ma è troppo presto per questo. non sei ancora pronto Daniel san! per ora togli la cera, metti la cera….e fai come ti dico…una cosa alla volta. ma è importante capire che questo è uno dei motivi più importanti che fanno di una reflex a pellicola la scelta migliore per imparare. perchè una reflex tutta automatica farà foto tutte uguali, ma le belle foto si fanno solo se si ha il controllo della tecnica, ed è il fotografo che sceglie e decide che foto fare. ecco perchè le reflex del megastore non valgono un cazzzo, perchè ti danno l’illusione che la fotografia sia una cosa tutta elettronica e matematica ed eliminano al massimo l’intervento umano, che nel mio caso (del tuo non ne parliamo proprio) è la cosa più importante, ed è la cosa che fa la differenza!
si ma io come decido la x? cioè chi mi dice che l’esosizione è corretta o meno?come ci arrivo a trovare la corretta esposizione?
in 3 modi:

  1. a cculo! (sconsigliatissimo!)
  2. metodo degli antichi
  3. metodo dei moderni

1. lascia perdere! ti sto prendendo in giro.

2.gli antichi (quelli che facevano i graffiti nelle grotte e si vestivano con le pelli degli animali) usavano il metodo denominato “regola del 16”.

foto scaricata da internet, bella idea ma ha sbagliato a scrivere, velocità dell'otturatore è 1/125s...perchè non hai corretto con photoshop? se lo facevo poi che scrivevo nella didascalia? ah già! giusto.
foto scaricata da internet, bella idea ma ha sbagliato a scrivere, velocità dell’otturatore è 1/125s…perchè non hai corretto con photoshop? se lo facevo poi che scrivevo nella didascalia? ah già! giusto.ma ora pure nelle didascalie fai domande?

la regola del 16 si basa su una teoria tanto bizzarra quanto inappuntabile. qualcuno che non aveva proprio nulla da fare ha fatto delle prove, degli esperimenti secondo il metodo della teorema che insegnano alle scuole elementari.in pratica ha fatto prove sprecando pellicole manco fosse Alberto Kodak, famoso inventore della kodak davvero?? se come no! cercalo su wikipedia. insomma sprecando tanta pellicola e segnandosi i risultati a sentenziato quanto segue: in condizione di luce piena (giornata soleggiata e all’aperto) con una pellicola di sensibilità 100iso, con un tempo di 1/125s e diaframma f16….la pellicola viene esposta correttamente! poi sta al fotografo, valutare la scena, capire se la luce è un pò troppo forte, o se c’è un ombra, foschia, insomma ci si affida all’intuito e si decide se rispetto a questi parametri bisogna dare più luce o meno, secondo il sistema e il meccanismo degli stop che ti ho spiegato prima. ora questo sistema non è infallibile, lascia troppo spazio all’interpretazione personale e alle qualità intellettive del fotografo (sconsigliatissimo per te), lo dimostra che anche chi ha fatto il disegnino sopra si è incartato un pò, le immaginette non sono proprio coerenti col principio(sicuramente la sua reflex è una di quelle che vendono ai megastore) ma tanti anni fa a questo metodo non c’era alternativa non esistevano all’epoca gli esposimetri. esposimetri? che sono? sono il terzo metodo. e te ne parlo nella prossima puntata!

continua…